Palermo

Blue Whale, salvata una ragazzina palermitana

Secondo l’accusa avrebbe adescato sui social network una ragazzina palermitana di 12 anni (ora 14enne) costringendola ad autoinfliggersi alcuni tagli sul corpo e a spedirle poi le foto che immortalavano, come step iniziale delle 50 prove di coraggio. Con la convocazione del padre della ragazzina palermitana vittima della “Blue Whale Challenge”, il gioco adolescenziale diventato virale sul web, dopo l’estate entrerà nel vivo il processo in cui una 23enne risponde di atti persecutori e violenza privata aggravata.

“Alla prima udienza il giudice monocratico di Milano ha ammesso le prove testimoniali e documentali avanzate dal pm e dal difensore, tra cui anche l’interrogatorio dell’imputata, e ha rinviato al prossimo 18 settembre per l’esame del padre della giovane presunta vittima la quale, invece, allo stato dei lavori, non dovrebbe essere convocata in Tribunale per rendere testimonianza. Quello per cui ora si sta celebrando il processo è il primo  caso accertato in Italia di Blue Whale”. Non è così. A Mili Marina, alla periferia di Messina, Serena ( 13 anni) si fece travolgere da un treno veloce e fin da subito il pm Anna Maria Arena accertò che il suicidio era stato ” guidato” da una 19enne che frequentava lo stesso Liceo di Scienze sociali. Inchiesta che sembra languire.

Veniamo al caso palermitano. Come ricostruito dal pm nel maggio 2017 la 23enne, anche grazie alla complicità di un 17enne russo, si sarebbe spacciata come “curatore” della cosiddetta “Blue Whale challenge” e, dopo aver adescato la minorenne attraverso Facebook e Instagram, l’avrebbe obbligata a “plurimi atti di autolesionismo”. Le minacce prevedevano frasi come: “se sei pronta a diventare una balena inciditi ‘yes’ sulla gamba, se non lo sei tagliati molte volte per autopunirti”, oppure “ti punisco, non deve passare così tanto tempo”. E ancora: “Prendi il rasoio, ora ti fai un taglio sotto il piede sinistro e sotto il piede destro, un taglio sul palmo della mano destra e un altro sul palmo della mano sinistra e mi invii le foto”. La ragazzina palermitana non sarebbe l’unica vittima. Gli investigatori non sarebbero infatti riusciti ad identificare altre vittime della 23enne che sarebbero stati costretti “a praticare atti di autolesionismo”.