ULTIMA BELLEZZA CHE MERITA UNA LACRIMA di Giovanni Torres La Torre Alle porte chiuse diFranco Blandi nel 1° maggio 2019

Muto, il chiodo della ruggine

non allerta più il vicino di casa

anch’egli smarritosi

per le strade del mondo.

 

Non si ode il violino cigolare

al castagno delle porte,

non trema nell’angolo

la palpebra di luce al ritrattodegli antenati,

né riposa il lievito

nella creta di antica eucarestia

coperta con foglia di fico.

 

Le porte sono chiuse con chiodi di bare,

anche il lattaio

che apriva il giorno delle attese

non chiama i nomi delle scodelle,

da tempo hanno perso gli occhi

anche i passeri dei buchi delle case,

egli ultimi pallori dei numeri delle porte

ele strade hanno smarritoi loro nomi.

 

Restano ricordi di smalti sdentati

nel bluastro che orlava biancori invecchiati di lune.

Orfani di sguardi gli ultimi languori

hanno lasciato impronte di fiochi notturni

di luciin attesa di qualcuno, ma su qualche muro

per oltranza di coraggio, resiste

il bianco disperato di un alfabeto di calce

nell’ultimo generoso gridodi una epopea contadina,

singhiozzo di consonanti, ultima bellezza

che merita una lacrima.

Capo d’Orlando, maggio 2019

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