Castelnuovo Garfagnana

Mafia catanese in Toscana e Tuppi

L’operazione odierna sui ” Tuppi” catanesi va collegata a quanto accadde anni fa in Toscana.  Uno dei più importanti pentiti nelle inchieste sulle infiltrazioni di cosa nostra in Toscana, Domenico Casale , apparteneva al clan catanese di Giuseppe Pulvirenti, detto u’ Malpassotu“’, divenuto collaboratore di giustizia dopo essere stato uno degli uomini d Mitto Santapaola. Da Misterbianco  arrivarono negli anni Ottanta anche i Nicotra , scappati dalla Sicilia al termine della faida con il clan Pulvirenti – che nel 1989 uccisero il capoclan, Mario “’u Tuppu” Nicotra – e rifugiatisi a Prato. I Nicotra avrebbero messo in cantiere un attentato con un’autobomba per eliminare Pierluigi Vigna, al tempo procuratore Antimafia a Firenze.

Il ritrovamento dell’esplosivo tra Prato e Vinci (in provincia di Firenze) portò all’arresto di Antonio Nicotra, figlio dell’ex reggente, nell’ambito dell’operazione Gregge , finita con 21 arresti e 10 ordini di custodia cautelare per associazione mafiosa. Sotto la guida di Gaetano Nicotra – che fin dagli anni Novanta coltivava legami con ‘ndranghetisti, camorristi e uomini della Sacra Corona Unita pugliese – il clan torna a Misterbianco nel 2010, riprendendo in mano il locale mercato della cocaina. A settembre 2013 la prima operazione “Tuppi” della DDA catanese mise fine ai traffici e sembrò azzerare il clan.

Nel marzo 2010,  e non è un dettaglio, ,l’operazione Golem Due  porta la squadra mobile di Lucca a perquisire l’abitazione e lo studio di Castelnuovo Garfagnana di una professionista quarantenne, residente da alcuni anni nel centro storico lucchese, lontana parente delle famiglie mafiose trapanesi che hanno favorito la latitanza di Matteo Messina Denaro, al quale tra Lucca e Siena verranno sequestrate alcune aziende operanti nel settore agroalimentare e della ristorazione, gestite attraverso prestanome.

Antonio Nicotra
Antonio Nicotra