Angelo Cavallo

Il procuratore capo Angelo Cavallo, tra fiducia e speranza

Mentre per la carenza d’organico presso la Procura di Barcellona Pozzo di Gotto gli onorevoli Navarra e De Domenico hanno presentato – insieme al deputato nazionale Carmelo Miceli – un’interrogazione al Ministro di Giustizia ed al Presidente della Regione siciliana, a Siracusa per la prima volta è stata nominata una donna a guidare la procura. Il neo procuratore capo è, infatti, la dott.ssa Sabrina Gambino, 53 anni, originaria di Caltagirone, già  sostituto procuratore generale alla Corte d’Appello di Catania. A Patti da poco meno di un anno, invece, è a lavoro il procuratore capo Angelo Vittorio Cavallo, 52 anni, di Lecce. Ha ricoperto il ruolo di sostituto alla Direzione Distrettuale Antimafia insieme al magistrato Vito Di Giorgio, anche lui puglese e cinquantenne.

E’ sempre con sentimento di riverenza, intesa come rispetto più che come timore, che ci si appresta a spingersi in considerazioni che guardano al rapporto che dovrebbe legare i cittadini alla Magistratura, o per meglio dire, all’importanza del ruolo dei magistrati per tutti i cittadini. Perchè la legge è uguale per tutti. La riflessione nasce dalla necessità, quasi un dovere, d’infondere nella comunità fiducia, perchè deve essere un rapporto di stima quello tra la gente e la giustizia, proprio oggi che sembra esserci confusione ed incertezza, smarrimento, crisi economica e di valori, disillusione per la politica e per chi governa. E quest’opera d’incoraggiamento vorremmo partisse dalla presenza sul nostro territorio di procuratori come Gambino e Cavallo, per fare due nomi, perchè in Sicilia sappiamo bene quanto sia stata sempre determinante l’opera della Magistratura e quanti magistrati si siano sacrificati, anche rimettendoci la vita, pur di perseguire risultati utili alla collettività. Il procuratore capo Cavallo, per esempio, sta indagando sia sull’attentato all’ex presidente del parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci, sia sulle morti di due agenti di polizia Granata e Todaro, avvenute in un breve lasso di tempo l’una dall’altra.

Angelo Cavallo, laureato all’Università di Bari e da poco meno di un anno a lavoro presso la procura di Patti sa quanto sia determinante, pur essendo oneroso, il suo compito per la nostra Terra. Non è un appassionato di calcio, ma sorridendo compiaciuto ammette che tifa per la squadra del Lecce che potrebbe essere promossa in serie A, ed in questo caso a farne le spese sarebbe il Palermo. Battute che servono a rendere più leggero un clima troppo teso, perchè la nostra Terra ci sta a cuore come la gente che vuole restare a viverci. Perchè deve essere imbevuto di speranza il rapporto che lega i cittadini alla Magistratura, terzo organo costituzionale dello Stato, organo autonomo ed indipendente. Angelo Cavallo riconosce che la qualità della vita nei centri del messinese è migliore di quella della città, e lui intende preservarla e tutelarla. E’ un appassionato di storia. E qui la domanda nasce spontanea: di quale storia? Solo della storia del passato? Contribuirà a scrivere la storia del presente? Domande che, se venissero poste a noi, risponderemmo senza alcun dubbio certamente sì.

 Linda Liotta