Piera Aiello

La difesa dell’on. Piera Aiello

L’onorevole Aiello conferma di essere indagata ma spiega che si tratta di «una vicenda squisitamente politica: la mia candidatura ha tarpato le ali a qualche avversaria, che si è arrampicata sugli specchi per segnalare agli inquirenti irregolarità, che sono inesistenti. Mi sono candidata con il beneplacito degli organismi competenti, che, naturalmente, hanno vagliato la situazione».

La deputata pentastellata si dice amareggiata per l’iscrizione nel registro degli indagati da parte della Procura di Sciacca per falso: «Ho dato la vita allo Stato – sottolinea all’Ansa- . Per un quarto di secolo sono stata un fantasma, senza un volto ed un nome. E solo chi ha vissuto la mia stessa condizione può capire cosa significhi tutto ciò. Una vita fatta di rinunce e sacrifici». Al tempo stesso però si dice serena e fiduciosa, convinta che tutto finirà in una bolla di sapone.

Piera Aiello conferma di essere stata già sentita dalla magistratura e aggiunge: «posso dimostrare, con documenti alla mano che ero candidabile». A questo punto rimane solo un dubbio: la Aiello aveva avvertito i vertici del MoVimento di essere indagata? E se sì perché non si è autosospesa? In caso contrario – e codice etico alla mano alla mano – il M5S potrebbe vedersi costretto a prendere provvedimenti.