Capo d'Orlando

Governare un paese non è una partita a scacchi

Riguardo ai proclami dell’ultima ora ed in tempi di elezioni Europee inoltrati dall’intergruppo del Comune di Capo d’Orlando, rafforzato dall’adesione del consigliere Scafidi ed in riferimento all’imminente stabilizzazione dei dipendenti precari del comune, ci sono varie considerazione da esaminare. Vorremmo spingerci in un’analisi di fatti che ancora una volta sembrano mirare esclusivamente a mettere a disagio il sindaco ed il suo gruppo.

Sembra che ci sia qualcuno che si diletti ad interrompere un’estenuante partita a scacchi ad ogni piè sospinto. Ormai la partita è abbondantemente avanti: alfieri a guardia del re, cavalli sbizzarriti, torri distanti, una principessina prematuramente abbattuta, come anche i pedoni dei quali non vi è più traccia.

Metafora della vita, la politica, perchè infondo ciascuno ricopre un proprio ruolo e gioca le sue chance in base alla sua preparazione, esperienza e visione della vita. Ma adesso che accadrà? Cosa potremmo pronosticare che accada se l’assessore Sergio Leggio ed i suoi consiglieri di riferimento dessero battaglia? Soltanto un pò di polvere, neanche un polverone, per il resto aspettiamo gli eventi. Escludiamo infatti che il vice sindaco possa distanziarsi dalle istanze del suo diretto superiore. Gierotto è un alfiere del re ed a lui non è consentito scherzare. Dei tre consiglieri della lista orlandina, torri d’avvistamento del nemico, non dubiteremmo mai della loro fedeltà al re (il primo cittadino), certezza dedotta da quel loro gesto: hanno gettato giù dalla torre un pedone per salvaguardare gli ideali d’obbedienza!

Purtroppo, a volte muore un pedone e spunta un cavallo… insomma non si sa mai quanto possa durare una partita, dipende dall’abilità dei giocatori. E se è vero come è vero che la partita termina con l’abbattimento del re, è pur vero che alcuni pezzi rimangono in piedi sullo scacchiere a fine partita.

Le regole di una partita a scacchi non sono semplici, ma sono sempre meno complicate di una disputa politica-amministrativa. In questa sede a noi preme analizzare fatti e comportamenti anche se gli uni e gli altri, ci conducono dritti dritti all’assessore Leggio e al vice sindaco di belle speranze Cristian Gierotto. In questi giorni, infatti, entrambi hanno seminato buonismo a beneficio dei 134 precari del Comune di Capo d’Orlando sottovalutando le capacità di comprensione dei fatti da parte degli stessi ex articolisti.

L’uno e l’altro si sono preoccupati, in questi giorni, sgomitando un pò, di far saper al popolo del precariato orlandino che se alzano la voce all’interno della Giunta non vogliono polemizzare sul nulla ma vogliono la loro stabilizzazione e, quindi, il loro bene. Non si facciano venire in mente altre cose perchè da politici, come tantissimi altri, si sono battuti e si battono per il bene del paese, se poi putacaso a beneficiarne sono i soliti quattro/cinque amici, è colpa non loro ma del destino, cinico e baro.

Cristian Gierotto
Cristian Gierotto
Aldo Sergio Leggio
Aldo Sergio Leggio