Tribunale Messina

Il Giudice: “Vanno bene 100 euro per mantenere i figli”.

Il Tribunale di Messina continua a sfornare sentenze ed ordinanze che rischiano di minare fortemente la credibilità del giudice. Nei giorni scorsi ha colpito l’opinione pubblica nazionale una sentenza della Corte d’Appello civile che ha ritenuto ininfluente il fatto che una donna del Catanese,  vittima di femminicidio , avesse denunziato decine di volte chi le ha inferto una trentina di coltellate perché ” l’avrebbe ammazzata, prima o poi”. Stavolta è il giudice Caterina Mangano che ha emesso l’ordinanza presidenziale nel procedimento di scioglimento di un matrimonio tra Andrea e Luisa ( nomi di fantasia per tutelare i figli minori, ndr) con la quale concede all’ex marito della donna di ridurre la cifra  di 508 euro complessive ( 258 di assegni familiari ) per il mantenimento dei  figli, rivedendolo ” al ribasso” fino a 400 euro, onnicomprensivo. Tutto perché l’uomo avrebbe oggi  un reddito più basso, quasi 7500 euro, rispetto ai 9000 di inizio separazione. Fatti quattro conti, la mamma dovrebbe mantenere i due ragazzi, uno 13enne e che vorrebbe frequentare Grafica al Professionale Antonello, parecchio talentuoso nell’hockey su prato, con poco più  di 100 euro mensili. Vero è che vivono in casa della nonna, ma la decisione del giudice, già ai vertici  distrettuali  di ANM, non appare condivisibile e l’avvocato Loredana Nicolò ha  deciso  per l’appello nei 20 giorni concessi  Già in campo i Servizi sociali, anche per permettere al padre di incontrare i figli ( ne ha avuti altri due da una nuova unione,ndr) . L’udienza davanti al giudice istruttore Carmelo Bonanzinga è stata fissata per  il prossimo 13  febbraio. Intanto, proprio nei giorni scorsi, Luisa ha denunziato Andrea perché da oltre  un mese si rifiuta di vedere i figli, adducendo motivi economici. E minacciando di picchiare la donna e la di lei madre se avesse insistito nella richiesta.