Nello Musumeci

La questione morale approda all’Ars, Musumeci: quì nessuno più onesto di me

Dopo mesi di attesa la questione morale approda all’Assemblea regionale siciliana nel pieno dell’ultima inchiesta che coinvolge la politica regionale, quella su Francesco Paolo Arata e Vito Nicastri, l’ex consulente di Salvini per l’Energia e il “ re” dell’eolico arrestati dalla Dia. La seduta di ieri, presieduta da Gianfranco Miccichè è dedicata, su richiesta del Presidente della Commissione antimafia Claudio Fava e del M5S proprio alla questione morale.

La seduta iniziata puntualmente alle 16 è stata rinviata di dieci minuti perché mancava il governo. “Siccome la questione morale va dibattuta con il governo, sarebbe giusto discutere proprio alla presenza del governo. Quindi, aspettiamo qualche minuto”, ha detto Miccichè prima di sospendere la seduta che è ripresa dopo circa mezz’ora, presente il presidente della Regione Nello Musumeci.

Aprono proprio i Cinque Stelle che con Antonio De Luca attaccano duramente Musumeci e il suo governo: ” Tutto quello che c’è attorno a lei sa di fetido – attacca De Luca – Non possiamo non ricordare che lei faceva finta di non sentire che i candidati delle liste che l’appoggiavano erano impresentabili. Lei diceva che non si sarebbe fatto tirare la giacchetta. Lei si è venduto la giacchetta insieme alla dignità”.

Poi è la volta di Claudio Fava, il presidente della commissione Antimafia regionale che attacca: ” Il problema non è se ci sono o non ci sono deputati o funzionari indagati. Anche se non ce ne fosse neanche una non starei più tranquillo. Il problema, quello che mi preoccupa è la percezione che da fuori si ha di questa assemblea, della politica, di questa Regione. Mi preoccupa sentire le intercettazioni di Lo Sciuto che dice ‘Ci sono 370 incarichi alla Regione, la prossima volta se vinciamo…’.

“Mi preoccupa ascoltare Montante che pur indagato da 18 mesi dice ai funzionari regionali che all’assessorato regionale alle Attività Produttive fa ‘la terza guerra mondiale’. Questo mi preeoccupa insieme alla permeabilità delle istituzioni che sono il bottino di un continuo assalto alla diligenza”.

Anche Antonello Cracolici (Pd) mette l’accento sulla “percezione” negativa della politica ma si dimostra ottimista: “Io credo che dei passi siano stati fatti e che però dobbiamo utilizzare delle pratiche e delle regole per salvaguardare l’attività in alcuni settori sensibili, Energia e dei Rifiuti”. Poi Cracolici avverte: “Non bisogna fare finta di nulla e bisogna dare l’esempio come classe politica”.

Un attacco diretto a Musumeci e al suo governo dal capogruppo M5s Francesco Cappello: “Quello che succede all’Ars non è normale. Il fatto che ci sono quattro assessori e sedici deputati indagati non è normale, non può essere considerato normale. E lei, presidente Musumeci con il suo silenzio si è reso complice di questo stato”.

Di tono ben diverso l’intervento di Tommaso Calderone (Fi) che parla di affermazioni “abberranti” e anche “frutto di violazioni di legge” rivolgendosi a Fava. “Non è giusto che molti deputati abbiano scoperto di essere indagati dai giornali con una palese violazione del segreto istruttorio”.

Di “pali e forche in piazza” parla Giorgio Assenza (Diventerà Bellissima) che cita anche come ha già fatto Calderone, Enrico Berlinguer sostenendo che ai tempi del segretario Pc “l’unico partito immune dalla corruzione era il nostro, presidente Musumeci, l’Msi”. Ma Assenza attacca soprattutto “I tribunali del popolo che condannano prima delle condanne. Non ci sono settori immuni quindi nessuno può fare il primo della classe”.

Prima di Musumeci prende la parola il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè che avverte: “Grazie per la civiltà di questo dibattito ma voglio ancora ribadire: attenzione a condannare una persona su un avviso di garanzia. C’è gente, e lo dico su esperienza personale, che si è ammalata per questo. La vera questione morale è accorciare i tempi dei giudizi e accorciare i tempi della buracrazia, ad esempio nel pagare le imprese”.

Infine prende la parola il presidente della Regione, Musumeci. Definisce “Indecorosa l’offesa dell’onorevole De Luca, onorevole solo perchè deputato aggiunge – Non si possono usare termini di questo genere per avere un titolo su un blog. Non è tempo di curriculum, per attaccarsi medagliette al petto. “Siamo tutti onesti in quest’aula ma non ce n’è uno che lo sia più di me. Io ho conosciuto a 38 anni la prima minaccia della mafia e non ne ho mai fatto un vanto. Anzi credo di non averne mai parlato nè da presidente dell’Antimafia nè da presidente della Regione. Questo dibattito poteva essere un’occasione per fare proposte. Ha ragione Cracolici quando dice che in Sicilia si sono fatti passi avanti nella impermeabilità dell’istituzioni. Non sono più i tempi del mafioso Beppe Genco Russo che passeggiava da padrone in questo palazzo. O in cui Bontade poteva prendere a schiaffi un assessore regionale che aveva disubbidito agli ordini”.

Il governatore però ammette: “C’è molto da fare, ma non accetto che qualcuno qui possa fare la lista di buoni e cattivi. Nessuno si può permettere e io sono orgoglioso della mia squadra di assessori. Lo dico senza se e senza ma e mi assumo la responsabilità politica della mia giunta. Io sono orgoglioso di appartenere al partito dei garantisti. Perchè in quest’aula gli avvisi di garanzia hanno riguardato tutti, tutti compreso il Movimento 5 Stelle e nessuno dai banchi del centrosinistra e del centrodestra si è alzato per andare contro i M5s. La giustizia è una visione laica del governo che impone dovere e terzietà. Attenzione a non confonderlo con il giustizialismo come qualcuno qui ha cercato di fare”. Ha ragione il sindaco di Roma, Virginia Raggi a dire ‘attenzione a non usare l’avviso di garanzia come un manganello”, ricorda polemico il governatore.

E Musumeci continuando a attaccare i M5s aggiunge: “Ha fatto bene Virginia Raggi a non dimettersi neanche quando è stata indagata. E con lei tutti i tanti sindaci Cinque Stelle indagati ma ancora a loro posto. E nessuno ha mai protestato. E allora per gli amici va bene e per i nemici no? – chiede Musumeci – Questo è giustizialismo che viene usato come arma ignobile, la peggiore della politica”. Poi si chiede: “E’ più sana la politica o la società civile? Come diceva Salvemini, il 10 per cento del parlamento è migliore della società, il 10 peggiore. Il resto uguale. Una società malata non può che avere una classe politica malata”. Per Musumeci la politica è troppo spesso subalterna “agli altri poteri, la magistratura, il potere economico”.

Poi passa all’attualità: “Arata voleva un impianto privato, noi abbiamo fatto un impianto pubblico. Siamo stati impermeabili, incorruttibili. Anche con il piano regionale abbiamo dato la precedenza agli impianti pubblici e solo dopo a quelli privati. I funzionari infedeli sappiano che saranno licenziati, come meritano i delinquenti”. Poi ricorda: “L’assessore Pierobon ha sottratto il settore rifiuti ai privati”. Poi ha ricordato una serie di atti da lui firmati per cambiare le posizioni di chi aveva responsabilità nelle autorizzazioni nei settori Energia e Rifiuti.

Claudio Fava
Claudio Fava
Gianfranco Miccichè
Gianfranco Miccichè