Rifiuti. Il Comune di Capo d’Orlando ritarda a pagare e la ditta licenzia 30 dipendenti, ricatto o farsa: questo è il dilemma!

Capo d’Orlando – Avevamo previsto che Capo d’Orlando quest’estate vivesse un periodo torrido, non solo e non tanto dal punto di vista climatico ma in conseguenza di una serie di problemi, vecchi e nuovi, che hanno attanagliano la vita della cittadina e che in alcuni periodi dell’anno, si moltiplicano come i pani e i pesci. Dire oggi che siamo stati facili profeti equivale ad affermare che la Juventus, dopo aver vinto otto campionati di fila in serie A, vincerà anche il nono scudetto. Bella scoperta!

La metafora calcistica perchè ognuno possa assimilare bene e meglio quello che sta succedendo in città tra i cittadini di Capo d’Orlando e la ditta che ha avuto l’appalto milionario per la raccolta, lo spazzamento ed altri servizi che ingiunge il licenziamento a trenta operai perchè il Comune non paga puntualmente e loro inopinatamente interrompono il servizio. La ditta Ekoservizi o Multicoplast, ha inviato trenta lettere di licenziamento agli operatori ecologici con decorrenza 31 luglio. Dal 1° di agosto, quindi, si potranno cercare un altro lavoro. Questo succede nella città delle meraviglie, cioè Capo d’Orlando.

A questo punto, vorremmo dal sindaco Franco Ingrillì qualche chiarimento, visto che per noi commentare equivarrebbe a camminare su un campo minato. Intanto, ci può spiegare il motivo per cui la ditta in questione licenzia trenta dipendenti proprio il 31 di luglio con il fondato rischio di lasciare il paese nel più assoluto degrado? 

Ve lo immaginate Capo d’Orlando invasa di turisti e villeggianti che per passare da un marciapiede all’altro dovranno districarsi tra sacchi di spazzatura, materassi, frigoriferi e cucine abbandonate dai soliti incivili? Ed ecco che scatta l’inquietante riflessione: perchè la ditta licenzia il 31 di luglio e non il 31 agosto, giusto per fare un esempio, quando la cittadina si è presumibilmente svuotata e il momento critico è passato? I licenziamenti per la ditta cosa avrebbero cambiato se fatti trenta giorni prima o trenta giorni dopo?

E il sindacato, attivo sin dagli anni ’80 anche a Capo d’Orlando, esiste ancora? Oppure hanno avuto le ferie anticipate e si trovano tutti a Formentera a prendere il sole in panciolle e si sono stanziati  definitivamente in quella località turistica alla moda?