Tre ONG sfidano Matteo Salvini

Sequestri disposti dalla magistratura – italiana e maltese – avevano per un breve periodo reso il Mediterraneo centrale «ong-free». Ma ora la “flotta” umanitaria in mare è forte di ben tre unità: il veliero Alex & co di Mediterranea saving humans, la Open Arms della organizzazione spagno la Proactiva Open Arms, la Alan Kurdi della tedesca Sea Eye. Una vera e propria sfida alla politica dei porti chiusi del ministro dell’Interno Matteo Salvini. E con l’aumento delle partenze di barconi e gommoni dalla Libia in fiamme c’è dunque da attendersi un’estate all’insegna dei bracci di ferro tra Italia e ong.

La prima nave di Mediterranea, la Mare Jonio, si trova ancora sotto sequestro al porto di Licata. La ong ha quindi fatto partire martedì scorso il veliero Alex & co, una barca civile battente bandiera italiana, «attrezzata non per attività di search and rescue ma solo per offrire un primo soccorso laddove venissero intercettati naufraghi in pericolo». Ed è quello che è successo ieri: la Alex ha salvato 45 migranti in difficoltà ed ora si trova vicino a Lampedusa in attesa di un ok allo sbarco. Con lei c’è anche la Open arms – bandiera spagnola – già protagonista nei mesi scorsi di salvataggi e polemiche.

«Vista la totale assenza di organizzazioni nella zona che possano documentare quello che sta accadendo e garantire un intervento rapido in caso di necessità – la posizione della ong – la nostra missione è quella di proteggere con la nostra presenza le persone in pericolo di vita, fin quando le autorità preposte non ci sostituiranno».