Dove si ricicla gli incassi crescono

A proposito del fatto che a Capo d’Orlando i cittadini pagano troppo a fronte dei servizi resi dalla ditta che ha in appalto la gestione dei rifiuti, basterebbe incrementare la raccolta differenziata di pochi punti percentuali per garantire agli orlandini e più in generale ai Comuni siciliani decine di milioni di euro di utili.

Plastica, carta, cartone, vetro, legno, alluminio: sono tutti materiali che possono essere recuperati ottenendo il pagamento di un corrispettivo. Se nel 2017 i sindaci avevano incassato circa 16 milioni e mezzo dal recupero di questi materiali, nel 2018 l’introito è salito a 21 milioni e 280 mila euro e davanti a sè hanno enormi margini di miglioramento.

Il dato è stato reso noto nei giorni scorsi dall’assessorato regionale all’Energia. Il materiale maggiormente recuperato e col più forte trend di crescita è la plastica. Tra il 2017 e il 2018 a Siracusa si è passati da duemila a cinquemila tonnellate, a Enna da 453 a 1.748, ad Agrigento da tremila a 8.782 tonnellate, giusto per citare le province migliori o più virtuose.

La Regione in settimana comunicherà il dato della differenziata aggiornato al primo trimestre del 2010; la Sicilia si attesta intorno al 38 per cento di media, Palermo però si ferma al 19%, Catania intorno al 12 e Messina al 18. Insomma, le tre aree sono sotto la metà della media regionale. E se le città che producono da sole un terzo dei rifiuiti di tutta l’Isola non fanno la diferenziata, il sistema non migliorerà mai. Il problema è che non si vede la luce in fondo al tunnel.

E a Capo d’Orlando quando cesserà di esistere il rapporto Comune Ekoservizi o Multiecoplast, non vediamo l’ora, ci vorrà da parte dei cittadini un cambio culturale che potrà avvenire solo se i cittadini capiranno ancor meglio e di più che differenziare significa risparmiare qualche centinaio di euro a famiglia e non aver più bisogno di gestioni “allegre”. Il Comune di Torrenova docet!