PADOVA 01-08-2019 BERGAMASCHI/FOSSELLA MARISA SIVO- ATLETA CON ALZAIMER- ATTRAVERSAMENTO DELLA MANICA A NUOTO - - MARISA SIVO- ATLETA CON ALZAIMER- ATTRAVERSAMENTO DELLA MANICA A NUOTO - - fotografo: BERGAMASCHI/FOSSELLA

Ha il morbo di Parkinson ma ha “battuto” lo stretto di Messina

Ha energie da vendere Marisa Sivo, 61 anni portati splendidamente. Il Parkinson che le hanno diagnosticato i medici quasi 10 anni fa, all’inizio ha rischiato di annientarla. Lo spavento, le cure, l’idea che il suo corpo l’avrebbe pian piano abbandonata.

«Dieci anni fa vedevo il mio futuro sopra a una sedia a rotelle, e invece l’altro giorno ho attraversato a nuoto lo stretto di Messina, e ho sentito delle energie straordinarie, quella del mare e quella del mio corpo che reagiva alla corrente, che resisteva nonostante le onde, nonostante mio marito continuasse a dirmi, dal barchino “dai aggrappati, vieni su”, io gli ho urlato di no, non salgo, ce la faccio, e ce l’ho fatta». E’ un fiume, anzi un mare, in piena Marisa, che abita con il marito a Sarmeola di Rubano, impiegata all’Inps di Padova, affetta dal Morbo di Parkinson. Lei con altri quattro pazienti il 29 luglio ha attraversato lo stretto da Capo Peloro, sulla costa messinese, a Cannitello, in Calabria. Swim for Parkinson è il nome del progetto voluto da Fondazione Limpe per il Parkinson Onlus, Accademia Limpe – Dismov. «Ero andata ad uno degli appuntamenti della Fondazione a Roma perché partecipo sempre a tutti i convegni medici in cui si parla della mia malattia, scherzando con i dottori ho detto che quando ero giovane facevo nuoto, non ho finito la frase ed ero già arruolata per questa che pensavo fosse una follia. E invece mi sono allenata, beh, allenata è una parola grossa, ho nuotato nel mare dove ho casa, a Isola Verde, e poi sono andata qualche volta in piscina» spiega Marisa.

«È importante dire questo perché non serve essere stati atleti per affrontare queste prove oggi che siamo ammalati – aggiunge – il punto che dobbiamo sottolineare è che molti malati di Parkinson hanno un tipo di malattia come la mia, che progredisce lentamente, e i medici consigliano sempre il movimento in casi come questo – aggiunge – me lo ha sempre detto il mio medico, dottor Angelo Antonini, (direttore dell’Unità Parkinson e opera presso la Clinica Neurologica del dipartimento di Neuroscienze a Padova) e ha ragione, muoversi salva la vita». Certo lo stretto di Messina non è proprio una passeggiata: «Non dovevo fare un tempo da record, pensi che ho addirittura sbagliato traiettoria allungando il percorso di 600 metri (lo stretto misura tre chilometri ndr) perché mi sono messa nella corrente sbagliata, ci ho messo un’ora e mezza, ma va bene». E ora che farà? «Ora devo aspettare i miei nipotini, sono una nonna io». Qualcuno a cui vanno i suoi pensieri? «Ai miei dottori, e a mio marito Luciano, che è sempre al mio fianco e non mi abbandona mai».