Brutta pagina politica, mercoledì scorso in Aula Consiliare

Capo d’Orlando – Prima di tirare le somme e fare le nostre considerazione su quanto è accaduto mercoledì scorso in Aula Consiliare, abbiamo voluto ascoltare tutte le parti in causa. Il presidente Galipò ha rilasciato un’intervista; i gruppi di minoranza hanno indetto una conferenza stampa; il sindaco ha diramato il consueto comunicato stampa per informare sull’esito dei punti approvati in Consiglio. E siccome, nell’immediatezza degli eventi abbiamo avuto l’impressione che l’aria che si respirava non fosse pura, abbiamo preferito soprassedere per evitare di scrivere di getto e farci influenzare dall’emotività. Quindi adesso, è giunto il momento di porre alla vostra attenzione quanto è accaduto attorno all’approvazione del regolamento per arginare l’evasione fiscale ed il recupero dei crediti non riscossi. Intanto, come la popolazione si sarebbe aspettata, la proposta del sindaco sull’argomento ‘evasione’ non ha visto la condivisione di entrambe le compagini rappresentative dei cittadini, maggioranza e opposizione.

In tre anni di sindacatura Ingrillì è la prima volta, a nostro ricordo, che la maggioranza non ha lasciato spiragli ai suggerimenti provenienti dalla minoranza per contribuire alla stesura finale di un regolamento. E’ scontato dire che la maggioranza ha la forza dei numeri ed infatti, mercoledì scorso ha chiuso bene la porta in faccia a chiunque volesse modificare quanto imposto da chi amministra. Questo è il fatto da cui è scaturita una brutta aria, viziata, inquinata, quasi irrespirabile, molto simile a quella dell’arroganza; la stessa che si respira quando c’è chi, pur consapevole di essere nel torto, si arrocca su posizioni di superiorità per meglio respingere chi avanza alternative a soluzioni ‘blindate’. Chi vince le elezioni amministrative comanda, ce lo eravamo dimenticato, perchè finora Ingrillì si era rivelato ‘il sindaco del dialogo’. Replichiamo alle dichiarazioni fatte nel comunicato (Non vi è alcun intento vessatorio, ma solo la volontà di raggiungere un obiettivo di correttezza ed equilibrio: i servizi vanno assicurati, ma è giusto garantire chi paga), dicendo che i risultati raggiunti con la forza hanno un po’ il sapore della vessazione! Concentrandoci, adesso, sulla conferenza stampa di 5 su 6 consiglieri di minoranza, tenutasi ieri mattina, lasciamo che le dichiarazioni manifestate parlino da sè.

Ha introdotto l’incontro informativo con gli organi di stampa il consigliere Gaetano Gemmellaro. Da tecnico della materia ricorda che, in accordo con i colleghi, aveva chiesto il prelievo del punto riguardante il regolamento perchè l’inciso secondo dell’art. 3 della bozza di regolamento deliberata in Giunta era contra legem, e persino il parere dei Revisori dei Conti l’aveva cassato. “Il sindaco, mi rivolgo al presidente Galipò, è un ospite in Consiglio comunale”, insomma a parer suo il sindaco avrebbe prevaricato il suo ruolo a scapito del normale confronto democratico. Il consigliere Alessio Micale si è soffermato sulla chiusura totale “blindatura” del dibattito che avrebbe potuto portare ad un regolamento condiviso. “Abbiamo chiesto l’interruzione del consiglio per riunirci tra capigruppo e confrontare gli emendamenti che ciascun consigliere proponeva”. L’avv.ssa Angiolella Bottaro, invece, ha mostrato l’aspetto più delicato scaturito dalla scelta politica: “si opprime il contribuente ottenendo l’effetto contrario”. Il dott. Sandro Gazia, ha cercato di volare oltre il punto in oggetto, il suo sguardo era rivolto ad un arco temporale che ha inizio molti anni addietro. Ha detto: “uso due sostantivi: omissione ed arroganza. Omissione nella vigilanza delle passate amministrazioni che hanno consentito la lievitazione della massa dei crediti vantati, la maggior parte dei quali sono inesigibili. Arroganza, quella che ha impedito alla minoranza di apportare modifiche migliorative ad un regolamento nell’interesse dell’Ente e dei cittadini in regola con il pagamento dei tributi”. La conferenza si è conclusa con l’intervento del dott. Renato Mangano, finalizzato a far luce sui passaggi chiave del regolamento. Ha dichiarato: “Contesto nella forma e nella sostanza la delibera di Consiglio Comunale sulla regolarizzazione dei Tributi Locali e definisco ‘Pubblicità Ingannevole’ le successive dichiarazioni trionfalistiche dell’Amministrazione Ingrillì. Infatti soltanto per le morosità superiori a €40.000 è prevista la rateazione in 36 mesi e, comunque, garantita con una polizza fideiussoria bancaria o assicurativa, insostenibile per il contribuente che deve  dimostrare “la sussistenza di gravi difficoltà economiche”. Invece con la proposta della minoranza consiliare delle  60 rate mensili con un importo minimo di €100/200 e senza polizza fideiussoria, si sarebbero rispettate le esigenze dell’Ente di riscuotere i crediti pregressi rispettando le effettive capacità contributive dei morosi per necessità. L’inserimento della polizza di fatto rende impresentabile l’istanza di rateazione con la conseguente chiusura del l’attività commerciale, il che significa perdita di posti di lavoro! L’amministrazione Ingrillì soffre di amnesia, preoccupante e sospetta, nel non considerare il pagamento delle rate correnti dei tributi a cui vanno aggiunte quelle mensili per la regolarizzazione delle morosità pregresse, con conseguenti costi insostenibili per chi deve possedere il requisito ‘delle gravi difficoltà economiche’. Vanno tutelati i contribuenti virtuosi ma assistiti i cittadini morosi per necessità, interessati a mantenere lo Status Giuridico di contribuente”.