A Ucria i ghiri cambiano abitudini

Una delle piaghe che attanaglia i paesi dei Monti Nebrodi in Agricoltura sono i ghiri, piccoli famelici roditori con il debole per le nocciole. E come se non bastassero le strade sforacchiate, la totale assenza di infrastrutture e il progressivo spopolamento dei nostri meravigliosi paesi piccoli e meno piccoli, ci mancavano i ghiri per falciare ancor di più l’agricoltura e gettare nello sconforto i pochi coraggiosi che ancora investono in un settore in perenne crisi. Anche i ghiri cambiano abitudini e si evolvono.

Se fino a ieri partorivano nelle tane o all’interno di ruderi, oggi si sono evoluti e partoriscono nelle case di abitazione. E’ questa la sorpresa che ha trovato la famiglia Faranda di Ucria, in provincia di Messina, che arrivati dal nord per trascorrere le vacanze estive, nell’aprire un cassetto dove erano riposte tovaglie e tovaglioli, hanno avuto la sorpresa di trovare un ghiro che allattava i suoi cinque cuccioli. Passata la sorpresa, viene subito da pensare che il problema ghiri col passare del tempo, stia diventando sempre più drammatico e cosi tra non molto, gli ucriesi se li troveremo o sotto il cuscino o nel letto o seduti comodamente in salotto a vedere la tv.

Poi quest’anno, vista l’annata scarsa di nocciole, già i ghiri, hanno iniziato a divorare gli ortaggi, dai pomodori, all’uva, alle insalate e così via, per sfamarsi. E così, quando non verranno più coltivati ortaggi che succederà?.

Il pensiero va rivolto ai nostri politici che  coinvolti ad ogni piè sospinto per poter risolvere il problema,  lo risolvono a modo loro, con promesse da marinaio, niente di serio e di concreto. Sarebbe ora che cominciassero a dire meno parole e rimboccarsi le maniche per risolvere l’annoso problema che interessa una fascia di cittadini che non sono di serie “B”.

Noccioleto Ucria
Ghiro nel cassetto