Stromboli in eruzione

Stromboli. L’ultima esplosione ieri sera alle ore 23.29

Una notte per molti insonne con gli occhi rivolti a “Iddu” il vulcano di Stromboli che continua a affascinare e fare molta paura. Pioggia di cenere per molte ore sull’isola di Stromboli dopo le due nuove esplosioni avvenute nella tarda serata di ieri. L’eruzione ha provocato una colata lavica che è scesa lungo la sciara del fuoco. L’ultima esplosione ieri sera alle 23.00

Fortunatamente non si sono registrati danni a persone o cose. Come ha informato nella notte l’Osservatorio etneo dell’Istituto di geofisica e vulcanologia (Ingv), “alle 22.43 si è verificata una sequenza esplosiva dell’area centro meridionale. Personale in campo riporta la ricaduta di materiale piroclastico sull’abitato di Ginostra. Per quanto riguarda l’attività sismica contestualmente è stato osservato un aumento dell’ampiezza e della frequenza dei segnali sismici associati alla frequenza esplosiva”. “L’ampiezza del tremore ha mostrato un repentino incremento e attualmente oscilla su valori medio-alti”. “Un’ulteriore esplosione di minore intensità è stata registrata alle 23.29 locali”.

Dopo le esplosioni, sui tetti e sulle strade di Ginostra – la minuscola frazione raggiungibile solo via mare – si è depositata una fitta coltre di cenere, sabbia e altro materiale piroplastico, come già avvenuto il giorno prima. La colata lavica alimentata dall’eruzione scende invece lungo la sciara del fuoco, il canale naturale sul versante occidentale del vulcano dal quale il fiume rovente raggiunge il mare senza provocare danni. Il chiarore provocato dal magma incandescente è visibile anche a distanza di diversi chilometri. “Abbiamo sentito distintamente un boato – dicono alcuni turisti che si trovano a Ginostra – e subito dopo è cominciata una fitta pioggia di cenere e sabbia che ha ricoperto tutto e dalla quale ci siamo protetti rifugiandoci nelle case”.

In questo momento a Stromboli si trovano circa 3 mila turisti, in molti hanno infatti deciso di lasciare l’isola dopo l’esplosione di mercoledì. Poco meno di un centinaio sono invece gli ospiti a Ginostra. Anche questi ultimi eventi, secondo gli esperti, sarebbero da collegare alla forte esplosione che il 3 luglio scorso provocò la morte di un escursionista, Massimo Imbesi, 35 anni di Milazzo, che era insieme a un amico riuscito miracolosamente a scampare alla pioggia di pietrisco, lapilli e altro materiale lavico.

 “E’ stata una notte insonne, anche perché l’attività del vulcano non si è mai fermata ed è ancora molto forte, c’è del fumo che sale e poco fa c’è stata un’altra piccola esplosione. Insomma, non siamo per niente tranquilli”. A parlare con l’Adnkronos è Gianluca Giuffrè, un abitante di Ginostra, frazione di Stromboli, sommersa anche ieri sera, dopo le due esplosioni, da una pioggia di cenere. “C’è una coltre di cenere su Ginostra – dice Giuffrè -e tra poco dovrebbe anche piovere. Ho l’impressione che non sia finita qui…”.