Vittoria

Lo stupratore di Vittoria stava scontando da libero quasi 5 anni

La Procura di Ragusa , ai vertici c’è il messinese D’Anna, è finita nella bufera per l’eccesso di buonismo – solo obbligo di firma a sostituire i domiciliari- nei confronti di Sergio Palumbo, 26 anni, di Vittoria, accusato di aver abusato sessualmente  di una giovane che tornava a casa dopo una festa di compleanno con amici- nella notte tra il 2 e il 3 settembre. Un anno fa,  a giugno,  Palumbo fu arrestato con l’accusa di avere aggredito, rapinato e abusato di una prostituta. Una vicenda per cui Palumbo è stato condannato in primo grado a quattro anni e otto mesi.

L’esito di quel processo da ieri entra nei discorsi di quanti si chiedano come sia stato possibile che il giovane tornasse a stuprare, pur essendo già giudicato colpevole, anche se non in maniera definitiva.  Libero, dunque, di tornare a stuprare. E lo ha fatto. “Avevo tirato cocaina”, avrebbe detto agli agenti al momento, ma poi nell’interrogatorio di garanzia si è avvalso della facoltà di non rispondere.

La  vittima ha ripercorso la vicenda assistita dagli psicologi: la finta richiesta di aiuto, la minaccia di morte, la costrizione a lasciare il posto di guida e poi la violenza sessuale vicino al cimitero di Vittoria. Ripetuta due volte. Nel mezzo un viaggio fino a Marina di Ragusa, dove il 26enne si sarebbe anche sfogato dei litigi a casa. Lì dove, mentre avveniva lo stupro, si trovavano la moglie e i due figli nati dalla relazione.

Intanto gli investigatori che da subito hanno sospettato di Palumbo, trovando conferma nella descrizione fornita dalla vittima, adesso temono che il 26enne possa essersi reso protagonista di ulteriori abusi. Per questo ieri la Squadra mobile di Ragusa ha invitato eventuali possibili vittime a presentarsi.

Sergio Palumbo