Cateno De Luca

Confermata la sentenza di promo grado. Cateno De Luca resta sindaco

Cateno De Luca, sindaco di Messina, nell’ambito del processo d’appello per il “sacco di Fiumedinisi”,  ha evitato la condanna e la eventuale decadenza per l’applicazione della legge Severino. La procura generale aveva chiesto la condanna a 3 anni e otto mesi ma la Corte (presidente Celi, relatore Sagone, a latere Lino)  ha confermato la sentenza di primo grado. Dunque, assoluzione dall’accusa di abuso d’ufficio e la prescrizione per il reato di tentata concussione derubricato in induzione.

La richiesta che il sostituto procuratore Adriana Costabile – che stamattina ha rinunziato alle repliche preannunziate in luglio- era  derivante dall’aggravamento della pena per alcuni episodi e la riqualificazione di altri capi d’imputazione.

il processo riguardava vicende risalenti agli anni tra il 2004 e il 2010: nel mirino degli inquirenti i lavori di costruzione di un albergo con centro benessere, ad opera della Dioniso srl, ma anche 16 villette e la realizzazione di un muro di contenimento del torrente Fiumedinisi, tutte opere che secondo l’accusa avevano favorito società dell’allora sindaco del piccolo comune dell’entroterra ionico.

In primo grado, per De Luca era arrivata la sentenza di assoluzione dall’accusa di abuso d’ufficio e la prescrizione per il reato di tentata concussione derubricato in induzione. Contro questa sentenza la procura aveva presentato appello, sostenendo che De Luca non doveva essere assolto dall’accusa di abuso d’ufficio, e la concussione non andava derubricata.