Francesco Calanna

Ottobrando spopolamento

Ottobrando, il neo della riuscita conferenza stampa per presentare una manifestazione riuscitissima

Nella conferenza stampa di presentazione della manifestazione Ottobrando che si è svolta l’altro ieri all’interno della Grande Bellezza, ovvero sia il meraviglioso Porto Marina di Capo d’Orlando, abbiamo colto un “buco” a parer nostro grave.

Intendiamoci, può capitare una svista ma questa, secondo noi, nella fattispecie è la peggiore. Tutti i relatori seduti al tavolo anche quelli più attenti come  Nino Ferro neo assessore al Comune di Floresta e Francesco Calanna che il territorio lo batte da anni in lungo e in largo, hanno commesso due errori che vogliamo sottolineare.

Tutti si sono affannati a lodare la manifestazione che ha dato lustro e visibilità ad un piccolissimo comune come Floresta, nessuno che abbia ricordato a chi si dovrebbe dire grazie: all’ex sindaco Nello Marzullo.

E, quel che è peggio e quì è il punto focale, nessuno tra i numerosi relatori, che abbia sfiorato il tema dello spopolamento dei paesi montani e collinari e, oggi, anche i paesi rivieraschi cominciamo a conoscere questa triste realtà.

Se i nostri piccoli gioielli si spopolano in maniera irreversibile così come sta avvenendo, Ottobrando a chi glielo facciamo? ai catanesi, ai calabresi e forse anche ai messinesi d’accordo ma finita la festa su cosa riflettiamo sulla bontà della provola Dop, sulla qualità del suino nero oppure sul salame dei Nebrodi?

Ecco, se non ci fossero stati questi due buchi, oggi in sede di commento potevamo dire che l’intervento dell’indimenticato Commissario del Parco dei Nebrodi, Nino Ferro, è stato riuscitissimo, appropriato e mai banale; avremmo potuto scrivere che il presidente del Gal Nebrodi Plus, Francesco Calanna, ha detto due-tre cose azzeccatissime da par suo; avremmo potuto dire che abbiamo apprezzato anche l’intervento del padrone di casa, il sindaco di Capo d’Orlando, Franco Ingrillì, ed a seguire tutti gli altri ma, il grave, ineludibile tema dello spopolamento dei nostri paesi perchè nessuno lo ha affrontato?

Forse per non guastare il clima festaiolo che si era instaurato tra gli addetti ai lavori oppure per non far sapere che il tema dell’abbandono dei nostri paesi è vasto, complesso, grave e che non abbiamo idea come fronteggiarlo?

Franco Ingrillì