Virologo Fabrizio Pregliasco

Influenza in arrivo, quest’anno virus più insidiosi: sintomi e cure

L’influenza sta arrivando, anzi è già arrivata. Il primo caso è stato registrato a Parma su una bambina di 6 anni, che accusava tra i sintomi febbre e mal di gola. Sulla piccola paziente è stato riscontrato il virus influenzale di tipo B.

Ma come sarà l’influenza di quest’anno? Quali saranno i sintomi e le cure? Secondo le stime dei virologi, l’influenza colpirà circa 6 milioni di italiani. Meno degli anni scorsi. Una buona notizia? Non proprio, visto che i virus saranno potenzialmente più insidiosi. E non solo: oltre a due nuove varianti di virus A, H3N2 e H1N1, saranno presenti anche i virus B/Colorado e B/Phuket. In particolare, l’H1N1 colpirà soprattutto i bambini piccoli, mentre l’H3N2 i soggetti anziani e fragili.

Tra i sintomi più diffusi: l’insorgenza brusca della febbre oltre i 38 gradi; presenza di almeno un sintomo sistemico, ossia dolori muscolari e articolari; presenza di un sintomo respiratorio, cioè tosse, naso che cola, congestione/secrezione nasale, mal di gola.

«Ci aspettiamo di avere circa 6 milioni di influenzati, con un’incidenza leggermente inferiore rispetto agli scorsi anni», ha detto il virologo Fabrizio Pregliasco, ricercatore del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano e direttore Sanitario I.R.C.C.S. Istituto Ortopedico Galeazzi. «A questi 6 milioni che saranno colpiti da ‘vera’ influenza – aggiunge Pregliasco – vanno poi aggiunti altri 8 milioni di cittadini che contrarranno gli altri virus simil-influenzali».

Per questo motivo, per prevenire l’influenza i vaccini quest’anno sono prevalentemente quadrivalenti. Per gli over 75 ci sarà un vaccino adiuvato (perchè aumenta la risposta immunitaria) anche se trivalente.

Ecco come cercare di difendersi dal contagio dell’influenza: lavarsi spesso le mani ed evitare i luoghi affollati. La cura raccomandata da Pregliasco è con farmaci di automedicazione: antifebbrili, decongestionanti delle vie aeree, che hanno l’obiettivo di attenuare i sintomi senza azzerarli; bere molto e stare a riposo, se in tre giorni la febbre non scende rivolgersi al medico di famiglia come, secondo una ricerca di Assosalute, fa il 55% degli italiani.