Vittoria

Sfrattati a Vittoria via Whatsapp

Quando hanno tentato di rientrare in casa, la chiave nella toppa della porta d’ingresso non girava più, dal momento che la serratura era stata nel frattempo cambiata durante la loro assenza: così un padre modicano e il figlio di 11 anni si sono resi conto di essere stati sfrattati, dopo che la circostanza era stata anticipata tramite un messaggio Whatsapp. Lo stesso messaggio è stato mostrato dallo sfrattato anche alle telecamere del Tg1 : la vicenda, così come è stata illustrata dal diretto interessato, ha difatti sollevato un’eco nazionale su questa vicenda in particolare, e in generale sulla situazione delle aste giudiziarie in provincia di Ragusa, dove circa 2.300 famiglie sono state sfrattate negli ultimi tempi.

Nel caso in oggetto, la casa all’asta è stata acquistata da un professionista per circa 30.000 euro, meno della metà del valore di mercato, lasciando padre e figlio senza un tetto sulla testa e con i loro effetti personali rimasti all’interno dell’immobile dal quale sono stati sfrattati, compresi vestiti e biancheria intima di ricambio, nonchè i libri e i quaderni del bambino, che, stando a quanto riferito dal padre, sarebbe andato a scuola senza. In ogni caso, come si legge nel messaggio Whatsapp, padre e figlio sono alla fine rientrati in possesso delle loro cose, anche se i disagi patiti non sono stati indifferenti, specie dal bambino.

Della vicenda si è occupata anche il laboratorio 5 Stelle, che, in una nota inviata dal responsabile della comunicazione Carlo Cartier, ha descritto i fatti dal punto di vista del genitore sfrattato assieme al figlio, puntando il dito contro il sistema delle aste giudiziarie e il cosiddetto “prezzo vile”, ovvero di parecchio inferiore rispetto al reale valore di mercato.

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Carlo Cartier