Trecastagni

Arrestato lo chef che preparava piatti alla marijuana

Lo sperimentazione dello chef Carmelo Chiaramonte non è piaciuta ai carabinieri di Trecastagni, sull’Etna. Gli hanno trovato due piante di marijuana, mezzo chilo di infiorescenze di canapa, barattoli di olive, caffè e tonno aromatizzati alla cannabis e lo hanno arrestato per detenzione ai fini di spaccio. Non ci sta lo chef, noto per la sua cucina innovativa e le sue ricerche sulle origini dei cibi: “Stava studiando gli effetti terapeutici della cannabis tramite la somministrazione alimentare”, dice la sua avvocata Rita Faro.

Cinquanta anni, originario di Modica, Chiaramonte ha partecipato come ospite a Masterchef e ha pubblicato diversi libri. Si è fatto conoscere al Katane Palace hotel di Catania per poi continuare la carriera da “freelance”, raccogliendo apprezzamenti – per la sua ricerca e provocazione a tavola – anche da personaggi noti come Vinicio Capossela.

Nella sua abitazione, alle pendici dell’Etna, i carabinieri hanno trovato barattoli di olive con l’etichetta  “Santa Caterina SballOlives” ed una bottiglia di vino con l’etichetta “Kannamang”. Chiaramonte, inizialmente ai domiciliari, dopo la convalida dell’arresto è tornato in libertà in attesa del processo.

Si tratta di sperimentazione, per lo chef. Niente di più: nessuna cessione. “Lo dimostra nell’ultimo anno – continua l’avvocato – la partecipazione a numerosi convegni nazionali e internazionali sul tema, con specifico riferimento ai regimi alimentari dei malati oncologici. Proprio in questo contesto lo chef Chiaramonte ha approfondito – in linea con un filone di ricerca internazionale non certo sconosciuto al dibattito pubblico, medico, sociale e politico – gli aspetti relativi all’effetto terapeutico della cannabis come terapia del dolore”.

Carmelo Chiaromonte
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