ospedale Civico di PA

Alla Sicilia il record nazionale di morti per tumore

Poca prevenzione, troppe sigarette, poca frutta e tanta sedentarietà. E’ così che in Sicilia la mortalità per tumore, pur diminuendo di 150 casi rispetto allo scorso anno, è più alta rispetto al resto d’Italia. “I numeri del cancro 2019”, rapporto realizzati sa Aiom ( Associazione italiana di oncologia medica) e Airtum(Associazione italiana registri tumori) fotografano una realtà siciliana con più ombre che luci.

In Sicilia si continua a morire di più per tumore a mammella, colon retto e polmone che nel resto d’Italia pur se l’isola vanta un “vantaggio di salute” perché i casi restano al di sotto della media italiana. La Sicilia paga anche il fatto di essere fanalino di coda nella prevenzione; troppo poca da parte delle strutture pubbliche soprattutto nelle città metropolitane. Influiscono poi le cattive abitudini.

Si fuma troppo, soprattutto le giovani donne, e la dieta è povera di frutta e verdura nonostante l’isola possa vantare prodotti di primissima qualità, freschi e a portata di mano e portafoglio. I numeri parlano chiaro. Nel 2019 sono stati stimati 27mila casi ddi tumore nell’isola; 14 mila tra gli uomini, in aumento rispetto ai 13.900 del 2018), e 13.000 tra le donne (nell’anno precedente erano 13.250). Solo per il tumore alla prostata la Sicilia registra un dato positivo perché l’incidenza è di 86 casi ogni 100.000 abitanti.

La sedentarietà è uno dei fattori rischio. Il 43 per cento dei siciliani non si muove o si muove poco. Solo lucani, campani e calabresi fanno peggio. Altro mito da sfatare è l’isola come culla della dieta mediterranea cara a tanti ristoratori e gastronomi. Solo una persona su cento consuma cinque porzioni di frutta o verdura al giorno e questo è uno dei motivi perché i siciliani sono i più grassi dopo i campani. Il 34,3 per cento è sovrappeso ed il 13 per cento obeso.

Altro punto dolente è la prevenzione nonostante gli sforzi delle Asp di avviare ed attivare screening su mammella, colon e prostata. Meno della metà degli inviti a sottoporsi agli esami gratuiti presso gli ospedali sono accolti perché si presentano solo in 4 su 10. Solo il 37 per cento fa il Pap test. Ancora più bassa la percentuale (22,9 per cento) di chi fa il test per il sangue occulto. Numeri troppo bassi che chiamano in causa cultura, modelli di vita, livelli di istruzione ma anche la facilità di accesso e di contatto con la struttura pubblica spesso vista come un ente burocratico, lontano dai bisogni reali del cittadino.

Ospedale Cannizzaro
Ospedale civile Papardo