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Enna, presunte irregolarità sui rifiuti: esposto del M5S

Paese che vai irregolarità che trovi. E’ un ritornello che riguarda molti, moltissimi paesi e città della nostra povera terra finita ovunque nelle mani della mafia della munnizza. Vediamo cosa succede nel capoluogo di provincia più alto d’Italia.

“Sul mancato trasferimento dei mezzi, degli impianti e del relativo personale dalla società EnnaEuno alla Srr” il Movimento 5 Stelle ha presentato un esposto alla Procura per “accertarne le cause e, conseguentemente, gli eventuali responsabili”. Il documento è stato firmato dal senatore Fabrizio Trentacoste, dal deputato all’Ars Giampiero Trizzino e dai consiglieri comunali Cinzia Amato e Davide Solfato.

“Gli impianti, i mezzi e le attrezzature – affermano i Cinquestelle in una nota con cui hanno diffuso la notizia – sono stati acquistati e realizzati tutti con fondi pubblici. In primis, l’impianto di compostaggio di Dittaino, realizzato dalla Provincia di Enna e finanziato con ordinanza del settembre 2004 del Commissario per l’emergenza rifiuti e la tutela delle acque in Sicilia, per un importo comprensivo di 3.490.500 euro.

L’impianto è stato consegnato all’Ato nel 2007, ma non è mai entrato in funzione, arrecando un grave danno all’intero territorio, basti pensare che l’umido è il 35 percento del totale dei rifiuti”. “E ancora – continuano il senatore Trentacoste e i due consiglieri Amato e Solfato – il centro intercomunale per il recupero dei rifiuti urbani, nel territorio di Gagliano Castelferrato, è stato realizzato con finanziamento commissariale del dicembre 2004, per 3.671.567 euro, ma anche questo non è stato messo in funzione”. E infine, – concludono i tre portavoce Cinquestelle dell’Ennese – i mezzi e le attrezzature per la raccolta differenziata dell’ATO EnnaEuno sono stati acquisiti e finanziati con fondi comunitari”.

Cinzia Amato
Davide Solfato
compostaggio di Dattaino