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Quale futuro politico per Capo d’Orlando che tra diciotto mesi si recherà alle urne?

Tra poco più di diciotto mesi gli elettori di molti Comuni della Provincia di Messina e più in generale della Regione siciliana, dovranno rispondere alla chiamata per eleggere la nuova classe dirigente. Quella che ancora ovunque resiste dovrebbe andarsene in ferie o in pensione, se per raggiunti limite di età. Intendiamo parlare di quelli che verranno e non di quelli che concluderanno a breve la loro corsa. Guardare sempre avanti, mai indietro è questo l’unico modo per uscire dal pantano. 

Vorremmo proseguire, quindi, un ragionamento sull’attuale compagine politico-amministrativa di Capo d’Orlando proiettandoci verso il futuro prossimo, visto che il paese uscirà da quest’ultima esperienza con le ossa rotte. Infatti, sembra ormai evidente che Giunta e Consiglio non lasceranno alcuna traccia che valga la pena solcare, sebbene non tutti i Consiglieri abbiano fallito nell’espletamento del loro mandato. Comunque, nella conta dei singoli i distinguo su gli uni o gli altri contano poco perchè, nel marasma generale, quasi tutti sono stati risucchiati in una mediocrità disarmante. 

Sia ben chiaro, non abbiamo intenzione di offendere alcuno, ma sarebbe il caso che ognuno svolgesse il compito che gli appartiene. Noi auspichiamo una classe dirigente che non abbia scheletri nell’armadio e che la gestione della cosa pubblica rappresenti un motivo di orgoglio e non una opportunità di appropriazione indebita. 

L’obiettivo è veder realizzato un unico grande desiderio. Vorremmo che colui che prenderà le redini per condurre gli orlandini su sponde più tranquille sia un condottiero con determinate caratteristiche. Anzitutto, essere dotato di conclamata onestà, preparazione politica e sentimenti di umanità. Non dovrebbe appartenere a nessuna casta massonica e non dovrebbe considerare il proprio paese come un feudo personale, bensì come un “prestito” pro tempore concesso dagli elettori. Già solo questo sarebbe un biglietto da visita considerevole ed un buon viatico per un modo nuovo di governare. Nessun conflitto di interesse dovrebbe avere anche chi ricopre la carica di consigliere o peggio ancora di assessore. Ma quello che più conta è che il dna di ciascun politico dovrebbe essere intriso di onestà!
ONESTA’ e COMPETENZA è forse chiedere la luna?