Giro d'Italia

Pagate tangenti per 60. 000 euro per il Giro d’Italia

Nuovi arresti all’alba di oggi in Sicilia nei confronti di funzionari e tecnici dell’Anas, e di imprenditori. Ancora una volta al centro c’è un vasto sistema corruttivo per il rifacimento delle strade e la loro manutenzione. I finanzieri del comando provinciale di Catania stanno eseguendo nove misure cautelari, a carico di imprenditori e funzionari dell’Anas.

In sei sono stati condotti in carcere, tre, invece, si trovano agli arresti domiciliari; sono indagati, in concorso, per “corruzione nell’esecuzione di lavori di rifacimento delle strade affidati all’A.N.A.S. nonché nella sostituzione di barriere incidentate e nella manutenzione delle opere in verde lungo le medesime arterie”. Si tratta della terza ondata di arresti scaturita dall’operazione Buche d’oro che ha già portato all’emissione di 9 misure restrittive.

 Un sistema consolidato e ben collaudato. Alcuni esponenti ai vertici dell’Anas e i funzionari sottoposti, avevano creato un meccanismo di distribuzione delle tangenti. Una sorta di catena di montaggio che prevedeva, in cambio di soldi, la possibilità che fosse consentito, agli imprenditori, di risparmiare sui materiali.

 Dagli atti emerge che per asfaltare uno dei tratti più importanti del Giro d’Italia 2018, che è passato per la Sicilia, è stata pagata una tangente da 60mila euro.