Se ne va in pensione Robusto, il più umano mai visto

Il più irrituale dei comandanti della Divisione Culqualber – ma anche il più umano e amico dei cronisti – forse sin dalla nascita datata 1991. Sì, il generale Luigi Robusto da Atri ma romano per formazione giovanile (cresciuto dai nonni dopo l’amara separazione dei genitori, ndr) e poi formatosi alla Nunziatella (“una vera follia”, ha tenuto a precisare), lascia l’Arma dopo 50 anni di carriera e si sfoga. “Ero un sessantottino e sono diventato generale di Corpo d’Arma. E Messina, la migliore tra le mie 18 destinazioni, è quella che mi ha dato di più, pur se ci sono troppe contraddizioni. Tipo la multa che ci siamo affibbiati per i lavori alla Bonsignore perché a volte i carabinieri dovrebbero chiudere un occhio. Ma non tutti e due”.
Discorsi che fanno sobbalzare ma che sono quelli di un uomo libero che non ha chiesto aiuti per “piazzare” la figlia 37enne. L’esatto contrario di quel che è accaduto nel 2016 al suo successore, il generale Carmelo Burgio (cerimonia il 16). ma anche quel ” ho preso un paio di multe e mi han tolto otto punti dalla patente” o l’accusa all’Arma di aver messo in piedi i baschi rossi elitrasportati di Sigonella” che servono a poco, sono sbiaditissima copia dei Cacciatori di Calabria ma in Sicilia non servono, meglio le Squadriglie della Sardegna”.
Pochi sanno che in Robusto è sempre stato l’uomo di cultura a prevalere. Ha pensato più alla propaganda nelle scuole , a mille iniziative come quella al Teatro Antico di Taormina che alle presenze in conferenze su teatri di mafia. Ha confessato che giorni fa il procuratore Gratteri lo ha voluto al suo fianco ma “l’obbedisco” è stato forzato. E tutto il discorso di commiato è stato lontanissimo da certi riti. Tempo fa il comune di Pieve di Teco in val d’Arroscia ( Imperia) gli ha concesso la cittadinanza onoraria ricordando il giovane ufficiale che liberò, con l’aiuto di un appuntato, una 15enne. Che oggi vive grazie a lui, al suo essere stato carabiniere di ieri, di oggi e di domani. ” Mi commuoverò davvero al commiato. Ah, devo scrivere il discorso per i miei uomini. A mano..”