Pari Opportunità nella odonomastica cittadina – di Franca Sinagra Brisca

E’ stata presentata una richiesta di intitolazione alla Amministrazione comunale di Naso, piccolo comune dell’entroterre messinese, riguardante una donna della prima metà del Novecento. La richiesta è particolare in quanto si tratta di un nome femminile nel panorama “al maschile” delle intitolazioni viarie di Naso. E’ pubblicata da alcuni mesi la biografia romanzata di Donna Teresa Fazio Lo Sardo, moglie del noto onorevole, cui è dedicata la Sala-museo nel Chiostro dei Frati Minori a Naso, una biografia che si colloca nell’alveo della valorizzazione della storia dei Nebrodi e contro la dannatio memoriae, che ha colpito molti personaggi importanti per i valori democratici di cui essi furono eroici paladini. 

L’autrice ha precisato di voler estendere il proprio impegno letterario, dichiarando che la cultura, per essere vissuta a pieno, deve avere una ricaduta sul territorio e riuscire a lasciare un segno visibile, cioè leggibile, sul piano civico e dell’evoluzione sociale, un segno che sia riconoscibile dalla cittadinanza per storicità e valore. Da qui la proposta di intitolare alla protagonista del libro Donna Teresa Lo Sardo la villetta che davanti all’entrata del Convento si apre sul panorama di Naso arroccata sul cocuzzolo a fronte. La richiesta rivolta all’amministrazione è stata circostanziata da una motivazione adeguata al territorio e al personaggio e argomentata in ambito socio-culturale così: 

“Motivi civici considerano che figure meritorie presenti nei nomi dei luoghi urbani offrano modelli di riferimento alle giovani generazioni nel rispetto del dettato costituzionale e del diritto civile alla parità di genere. Bambine e ragazze, oggi, diversamente dai loro coetanei, difficilmente possono identificarsi con donne di spessore storico e culturale nei loro percorsi urbani quotidiani, dove incontrano quasi esclusivamente riferimenti maschili, forse a sante associate dalla cultura mediatica a modelle e manichini. La toponomastica può dare il proprio contributo a superare modelli culturali stereotipati e conformisti e a creare una cultura non discriminante nei confronti delle donne, apportando un valore aggiunto nella società e nella cultura cittadina. L’evidente sessismo antistorico che caratterizza l’attuale odonomastica, infatti, danneggia sia l’autostima delle giovani, sia l’economia del paese, tralasciando la metà fondante della popolazione e sottovalutando l’aspirazione alla realizzazione e all’imprenditorialità dei talenti femminili.” 

La scelta del personaggio è stata giustificata con gli obiettivi di civismo insiti nel personaggio: “La personalità di Donna Teresa Fazio Lo Sardo (1866 – 1945) rappresenta un esempio di vita coraggiosa, per aver attraversato periodi storici di grande fermento politico, dai Fasci Siciliani all’organizzazione sindacale, all’avvento del fascismo, all’arrivo degli alleati. Nell’arco della sua vita ha dimostrato indipendenza e intraprendenza nel sapersi inserire in un ambiente molto esigente sia familiare che sociale, a contatto di persone straordinarie nella Messina dell’epoca perché sposa a Naso dell’On. Avv. Francesco Lo Sardo, ha inoltre onorato le proprie origini contadine con un percorso eroico di emancipazione personale. “Fatti gravissimi (il terremoto del 1908, l’ingiusta carcerazione e morte del marito nelle carceri fasciste) hanno reso travagliata la sua vita e le hanno richiesto capacità di comprensione e di soluzione che le fanno ben meritare un’intitolazione odonomastica nella città, e riscattare il misconoscimento storico-biografico attribuibile solo alla mentalità di genere discriminatoria e alla notorietà preponderante della figura del marito.”Non sarà facile questa intitolazione, ma un dato sulle pari opportunità in fatto di toponomastica è stato tratto.