Caso Montante, cade un’altra testa quella di Maria Grazia Brandara

“Mi sono dimessa per rispetto a me stessa e alle istituzioni”. Maria Grazia Brandara, travolta dalle polemiche per il caso Montante, lascia la presidenza di Industria Acqua Siracusa, la società controllata al 65,5 per cento dal consorzio Asi di Siracusa. Brandara, nei giorni scorsi, era stata attaccata in conferenza stampa dal presidente della commissione Antimafia regionale Claudio Fava: “La permanenza di Maria Grazia Brandara alla presidenza della società – aveva detto – è un fatto politicamente inaccettabile, visto il suo pesante coinvolgimento nell’indagine sul ‘sistema Montante’, l’inchiesta che la vede imputata di associazione a delinquere assieme all’ex presidente di Confindustria Sicilia, e il suo recente rinvio a giudizio a Barcellona Pozzo di Gotto per reati ambientali”.
Fava aveva chiesto con una interpellanza agli assessori all’Economia e all’Energia, Gaetano Armao e Alberto Pierobon, di adoperarsi con il Cda dell’Ias perché venisse revocata la nomina. “In questi anni è emerso in modo evidente che Brandara è stata il braccio operativo di Montante in un settore delicatissimo come quello della depurazione delle acque – aveva detto Fava -, fatto ancora più inquietante proprio alla luce del recente rinvio a giudizio di Barcellona Pozzo di Gotto.
L’interesse di Montante in questo settore risulta acquisito nella sentenza di condanna emessa dal gip di Caltanissetta che dedica un ampio approfondimento alla vicenda con un titolo emblematico: ‘L’ingerenza di Montante nell’Ias Spa’”.