Procura di Catania

La Procura di Catania indaga sulla morte dell’avvocato Scarso

La lettera denuncia di Alessia Scarso, la figlia del compianti avvocato Carmelo Scarso che raccontava l’odissea del padre malato e morto in attesa di una visita nelle strutture sanitarie siciliane, aveva spinto
nelle scorse settimane il Codacons e l’Associazione Italiana per i diritti del malato ad intervenire con un esposto denuncia indirizzato alle procure di Catania, Ragusa e Palermo. L’intervento delle associazioni ha ora prodotto i suoi frutti, dal momento che la procura etnea ha deciso di aprire un fascicolo d’indagine con le ipotesi di reato di rifiuto di atti d’ufficio e omicidio colposo in ambito sanitario. Lo rende noto in un comunicato lo stesso Codacons.
L’avvocato Scarso, secondo il racconto della figlia, avrebbe girato a vuoto per 3 mesi fra le varie strutture ospedaliere siciliane in attesa di referti e risposte che non sono arrivate. Tra vari ritardi ed anomalie segnalate, in un ospedale non avrebbero fatto in tempo ad effettuare una visita pneumologica, mentre in un altro nosocomio ci sarebbe stato un notevole ritardo dell’anatomia patologica nel consegnare il referto con la diagnosi della malattia contro cui l’avvocato Scarso lottava da tempo.