Ospedale Piemonte Messina

Le modalità di rinnovo dei contratti all’IRCCS-Piemonte

Messina – Contratti trasformati, passati dalla ricerca all’assistenza, con il rischio di mettere in discussione ogni possibilità futura di stabilizzazione. Ecco il motivo alla base della decisione della Cisl Funzione Pubblica di Messina di contestare il rinnovo del contratto di lavoro individuale, scaduto il 31 dicembre 2019, per dieci lavoratori dell’Irccs Neurolesi. La spiegazione arriva direttamente dalla segretaria generale della Cisl Fp di Messina, Giovanna Bicchieri, dopo le accuse rivolte al sindacato dalla Uil Fpl, con una lettera ai lavoratori dell’Istituto Irccs-Piemonte.
«Vi erano alcune sostanziali criticità, erano del tutto o in parte difformi dalle precedenti e dalle rispettive proroghe che si erano rinnovate negli anni fino al 31/12/2019 – scrive la segretaria generale – Infatti, i contratti della ricerca erano stati trasformati in contratti dell’assistenza e come tali non più assoggettati alla definizione di linee progettuali scientifiche e, al contrario, molti altri lavoratori dell’assistenza avevano avuto invece contratti della ricerca, dunque pagati con gli stessi fondi e vincolati alla determinazione dei progetti, al termine dei quali verosimilmente sarebbe potuta cessare anche l’attività lavorativa, in assenza di una vera e propria dotazione organica».

Il confronto tra sindacato ed azienda, avvenuto presso la Torre di Casazza, alla presenza del Responsabile del Procedimento Amministrativo, del Direttore Generale dell’Ircss/Piemonte e dell’Avvocato dell’Azienda, ha evidenziato il forte malessere di tutti i lavoratori compresi quelli Spoke e
Hub, per il rinnovo dei loro contratti. L’incertezza che la firma del contratto potesse ostacolare una prossima o futura stabilizzazione ha portato ad un intenso ed acceso dibattito che ha fatto emergere tutti i dubbi sollevati dalla Cisl Funzione Pubblica ed alla decisione di non sottoscrivere il contratto o, per quelli che avessero già firmato, di revocarlo chiedendone la correzione.
«L’azione sindacale esclusiva della Cisl Fp Messina – ribatte con forza Giovanna Bicchieri – si è resa indispensabile per tutelare gli interessi legittimi di tutti i lavoratori iscritti e non, perché la mission di una Organizzazione Sindacale non può e non deve essere quella di mantenere o fare tessere sindacali, semmai quella di ottenere consensi da parte del mondo del lavoro per l’attività che essa svolge con competenza, affidabilità, impegno, scienza e coscienza. Qualità che qualche fantasma del passato immagina di possedere, ma che in realtà ha perso irrimediabilmente nel tempo, tant’è che riesce a mettere i riflettori “scientificamente” ed “artatamente” su alcune questioni, ma diventa cieco e sordo rispetto a quelle concrete che riguardano la vita di tanti giovani, madri e padri di famiglia, che desiderano soltanto un futuro certo. Anzi, questi fantasmi o peggio avvoltoi, prima elogiano le gesta di un’amministrazione che aveva fatto scelte a nostro giudizio più che discutibili e poi, sfrontatamente si materializzano rinnegando tutto e pensando di prendersi meriti che purtroppo non hanno. Meriti che in realtà non sono tali neanche per la Cisl Fp, che non ama fregiarsi di medagliette sul petto per essersi semplicemente limitata a compiere il proprio dovere, ma che certamente non intende più tollerare che taluno continui a farsi beffa dei lavoratori, utilizzando i loro bisogni e loro fragilità a proprio uso e consumo, sporcando l’intero mondo Sindacale che è stato, è e sarà sempre, il principale baluardo di una società civile».
L’incontro si è concluso con l’impegno formale del Direttore Generale l’Irccs, alla presenza della Segretaria Generale della Cisl Fp di Messina e di una ventina di lavoratori, a sospendere temporaneamente la firma dei contratti individuali di lavoro, nelle more di accertare se essi debbano essere stipulati nella ricerca piuttosto che nell’assistenza, nonché a valutare, approfondire e rivedere le situazioni che potrebbero essere contrarie a quanto previsto dalla norma, senza mai palesemente ponderare di mettere alla porta alcun lavoratore.