Claudio Fava

Caso Antoci, Fava contro le Iene

La commissione regionale Antimafia siciliana ha trasmesso alla Procura di Ragusa e alla Dda di Catania l’audio di 84 minuti relativo a una intervista sul “caso Antoci” che è stata fatta domenica scorsa al presidente Claudio Fava da una troupe de le Iene, non andata ancora in onda. Per Fava, che ha
raccontato quanto accaduto parlando con alcuni cronisti negli uffici dell’Antimafia alla presenza di tre componenti della commissione, si è trattato di “una violenta aggressione verbale”, “con tante affermazioni false”.
“Mi hanno fermato a Vittoria e ho accettato l’intervista , non è stata una intervista, ma una aggressione, una minaccia – dice Fava – il tutto condito da affermazioni su falsità contenute nella relazione. Il giornalista mi ha aggredito e ha attribuito a me e alla commissione informazioni false. Ci sono dei mandanti di questa aggressione, questo il nostro sospetto , forse da chi non ha gradito il nostro lavoro in commissione”. Nella relazione dell’Antimafia emergono molti dubbi sulla finalità mafiosa dell’attentato e sulla stessa dinamica dei fatti avvenuti la sera del maggio 2016. La Iene stanno facendo un servizio criticando questa relazione.
“Più che una intervista è sembrata una intimidazione, un avvertimento a non occuparci più della vicenda Antoci”, ha raccontato Fava spiegando, inoltre, di avere registrato l’incontro con l’inviato de ‘le iene’: “questa registrazione – ha spiegato il presidente dell’antimafia regionale – è stata trasmessa alla procura di Ragusa, competente per territorio, e alla dda di Catania per le loro valutazioni”. Fava racconta ancora:
“siamo stati accusati di avere dato ‘la miccia ai mafiosi dei nebrodi’ con il nostro lavoro. Si tratta di affermazioni false”. Fava, che parla di una “aggressione studiata attentamente”, raccontando del faccia a faccia con l’inviato della trasmissione televisiva aggiunge: “continuava ad affermare cose false sul nostro lavoro, che non si trovano all’interno della relazione, e gliel’ho segnalato più volte. Quelle – ancora il racconto del deputato regionale – non erano domande ma affermazioni.
A chi giova questo modo? perchè? a che scopo? se qualcuno pensa che questa commissione si farà intimidire si sbaglia. Mi è stato detto che avremmo ‘imbeccato’ i nostri auditi in commissione, falso.
Questa non è stata una intervista – ha ribadito – ma una aggressione che sul piano dei contenuti, delle forme e dei toni serviva soltanto a intimidire”. Fava ha infine rivelato che “nelle settimane precedenti altri componenti della commissione hanno dovuto subire pressioni da parte de ‘le iene’, con telefonate e persone che si sono fatte trovare sotto casa”.
La replica del giornalista delle Iene Gaetano Pecoraro: “Non ho fatto nessuna aggressione all’onorevole Fava ma gli ho gentilmente chiesto un’intervista che lui ha accettato di fare, non ho mai fatto nessuna intimidazione o minaccia né a lui né alla Commissione, non ho alle nostre spalle nessun mandante se non la nostra redazione e l’amore per il lavoro che faccio. Ci siamo semplicemente permessi di muovere delle critiche sul lavoro svolto dalla Commissione Antimafia riguardo all’attentato ad Antoci e agli uomini della sua scorta. Ad ogni modo, ogni telespettatore, quando l’inchiesta andrà in onda, potrà farsi la propria idea”.