Coronavirus, il giallo dei siciliani sulla Diamond Princess

Il giallo sulla nave Diamond Princess bloccata in quarantena al porto di Yokohama, in Giappone, per la presenza di centinaia di casi di coronavirus. Il profilo Facebook di ‘Allegra Viandante’, il nickname di una donna originaria di Pozzallo (Ragusa) che si trova all’interno della nave assieme ad altri 4 siciliani, non viene più aggiornato e i precedenti post che aggiornavano sull’evolversi della quarantena sono stati cancellati.
Non è dato sapere se è stata Roberta Scala 30 anni, oppure se è stato il social a bloccare il profilo.
Roberta aveva iniziato a scrivere una sorta di diario di bordo dalla Diamond Princess. Raccontava con leggerezza cosa accadeva dentro la nave in quarantena: i controlli della febbre ogni 4 ore, lo stato d’animo dei passeggeri, le lunghe giornate blindati nelle cabine a guardare film o ascoltare musica.
Roberta scriveva su Facebook con lo pseudonimo “Allegra viandante” ma, a sorpresa, i suoi post si sono interrotti e sono stati cancellati. Il suo ultimo post risaliva al 10 febbraio. La donna, tra i messaggi inviati dalla nave, aveva postato una serie di fotografie riprese dal ponte in cui vi erano sul molo rigorosi preparativi con personale militare e sanitario con ambulanze.
Il sindaco del comune ragusano sarebbe in continuo contatto con i suoi concittadini. Le cinque persone di Pozzallo farebbero parte di una comitiva di 35 italiani. Sui siciliani vige il riserbo sulla loro identità, tre sono ufficiali di macchina e due le rispettive mogli. Sono stati loro a chiedere al primo cittadino di rimanere anonimi. “Ci sentiamo ogni giorno – riferisce Ammatuna – dal punto di vista fisico mi dicono che non ci sono segni di contagio. Quotidianamente vengono sottoposti a controlli e vengono seguiti con la massima attenzione e precauzione. È più un problema psicologico che fisico, per loro. Sono costretti a vivere senza momenti di socializzazione. Aspettano la data del 19 febbraio quando dovrebbe finire il
periodo di osservazione cui sono sottoposti”.