Fiumara d'arte

Tribunale di Patti, Fiumara d’arte nel mirino della mafia

Un assolto e otto condannati nel processo “Concussio”, nell’ambito di un’inchiesta relativa all’ombra della mafia sul patrimonio artistico dei beni di Fiumara d’Arte, nel Messinese. Assolto l’ex consigliere comunale di Mistretta, Vincenzo Tamburello; 7 anni e 6 mesi di reclusione a Giuseppe Lo Re e 3 anni a Isabella di Bella, per gli altri 6 imputati pene per oltre 12 anni. La decisione del collegio giudicante del Tribunale di Patti, al termine della camera di consiglio dopo circa 4 ore.
Lo Re, Tamburello e Di Bella, erano accusati di tentata estorsione in concorso, aggravata dal metodo mafioso. Tamburello venne arrestato nel corso dell’operazione, scattata il 20 aprile 2018, ed attualmente ai domiciliari, scaturita dagli esiti di una complessa indagine condotta, sin dal 2015, dai carabinieri di Messina, nei confronti della famiglia mafiosa di Mistretta, che avrebbe permesso di svelare, secondo l’accusa, un tentativo di estorsione, da parte proprio del consigliere Tamburello, in concorso con altre due persone, ai danni di due imprenditori titolari dell’impresa «Pegaso» di Brolo, aggiudicatari dell’appalto, del valore di circa 1 milione di euro, indetto dal Comune di Mistretta e finanziato dall’Unione Europea per la riqualificazione dei dodici siti dove sono installate le opere d’arte contemporanea che costituiscono il noto percorso culturale Fiumara d’Arte, dal mecenate Antonio Presti.