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Arresti domiciliari ma non per tanti

Potranno ottenere il beneficio degli arresti domiciliari, ma non saranno in tanti. Anzi. Il nuovo decreto legge del Governo per agevolare la detenzione domiciliare al fine di contenere il sovraffollamento carcerario, in questo momento di particolare disagio a livello mondiale, ha introdotto una disciplina ben più rigida di quella che sembrerebbe, pubblicata oggi sulla Gazzetta ufficiale. Potrà ottenere gli arresti domiciliari chi deve scontare una pena residua definitiva non superiore a 18 mesi e si trova in determinate condizioni dal 18 marzo al 30 giugno 2020.
“Non usciranno dal carcere tutti i detenuti – ha commentato l’avvocato penalista Giuseppe Gurrieri – ma quelli che stanno scontando la pena in via definitiva e non debba superare i 18 mesi, pur costituendo parte di una pena maggiore”. Il beneficio non sarà applicato d’ufficio ma prevede una istanza, da parte del condannato o del suo difensore, avanzata al magistrato di sorveglianza. E vi sono numerose eccezioni.
“La nuova disciplina – ha aggiunto l’avvocato Gurrieri – non si applica ai condannati per reati alquanto gravi o di allarme sociale, come a delitti connessi all’attività terroristica, riguardati la pubblica amministrazione (peculato, concussione, corruzione). Ai reati di associazione di stampo mafioso,
scambio elettorale politico – mafioso e tutti i delitti commessi su intimidazione mafiosa o al fine di agevolare le associazioni mafiose. La riduzione in schiavitù, violazione della disciplina sull’immigrazione clandestina. E sono esclusi anche i reati legati ai maltrattamenti in famiglia e ad atti persecutori”.
Altra categoria di soggetti esclusi quelli sottoposti a regime di sorveglianza particolare, ovvero coloro che già all’interno del carcere si sono macchiati di comportamenti che compromettono la sicurezza, o per mancato rispetto delle regole carcerarie.
E se c’era viva preoccupazione, da parte della segreteria provinciale di Siracusa del sindacato “Autonomi di polizia”, che il beneficio avrebbe potuto essere esteso a chi ha partecipato agli ultimi disordini e alle sommesse nelle carceri, il decreto lo esclude categoricamente. Non potrà ottenere i domiciliari, infatti, anche chi ha subito segnalazioni poichè coinvolto, dal 7 marzo 2020, in disordini o in sommosse all’interno di istituti penitenziari. “Come nei casi – ha aggiunto il legale pachinese – accaduti a Cavadonna”. Saranno esclusi anche coloro che sono privi di un domicilio effettivo o inidoneo “E c’è una ulteriore limitazione – ha aggiunto Giuseppe Gurrieri – perché a chi sarà concesso il beneficio, verrà applicato il braccialetto elettronico (tranne che per chi ha una pena residua inferiore ai 6 mesi ), e che quindi l’applicazione della misura è ulteriormente limitata dalla disponibilità effettiva dei dispositivi e alla verifica tecnica della loro concreta istallazione nel domicilio, ad esempio presenza di adeguata copertura del segnale gsm e regolare allaccio alla rete elettrica. Sul numero dei dispositivi il decreto prevede espressamente che saranno utilizzati quelli già in dotazione non essendo previsto l’acquisto di ulteriori”.
Infine, il decreto prevede che il magistrato di sorveglianza, che ha l’incarico di concedere il beneficio, possa ravvedere gravi motivi ostativi alla concessione della misura.