anziani che giocano con i bambini

Il coronavirus nelle case di riposo per anziani

Un dramma silenzioso quello delle case di riposo e delle residenze sanitarie assistite dove si è insinuato il coronavirus. Da Nord a Sud il bilancio degli anziani positivi al coronavirus o di quelli già deceduti continua a crescere giorno dopo giorno. Quello di Villafrati è forse il caso emblematico: 72 positivi nella casa di riposo “Villa delle Palme” del piccolo centro di poco più di 3mila abitanti in provincia di Palermo. Ma la preoccupazione per il focolaio non riguarda solo i 3 mila abitanti del piccolo centro, che è ormai zona rossa, ma tutto l’hinterland visto che i dipendenti risultati positivi provengono da 17 comuni della zona. Per loro e per i familiari è già scattata la quarantena. E intanto sulla situazione delle case di riposo lancia l’allarme anche il Garante delle persone private della libertà personale che ha ricevuto segnalazioni drammatiche da tutta Italia.
Sempre in Sicilia molto grave è la situazione della casa di riposo “Come d’incanto” di Messina, dove 20 anziani su 71 sono già risultati positivi al Covid-19, 16 operatori sono in isolamento da giovedì senza poter essere sostituiti e altri ancora devono essere sottoposti a tampone. Una anziana di 97 anni, ospite della struttura, è morta proprio ieri al Policlinico di Messina dove era stata trasferita.
Villafrati è dunque isolato così come Salemi in provincia di Trapani e Agira nell’Ennese. Il boom di contagi nelle case di riposo ha portato la Regione a prendere provvedimenti per evitare che i casi si moltiplichino.
Fino al 15 aprile, nel piccolo centro palermitano ci sarà il divieto di accesso e di allontanamento dal territorio comunale e la sospensione di ogni attività degli uffici pubblici, ad eccezione dei servizi essenziali e di pubblica utilità
Ma numeri preoccupanti arrivano anche da Marche, Lazio e Toscana. Dopo la situazione di Cingoli, San Marcello e Montemarciano, anche nella casa di riposo “Nella Carradorini” nel comune di Mondolfo, in provincia di Pesaro, negli ultimi due giorni, dai test effettuati sono risultati positivi 16 ospiti su 20 che presentavano sintomi.
Diciotto positivi in tutto, 15 anziani e tre operatori, una ospite morta e un altro ricoverato sono i numeri della casa di riposo Giovanni XXIII a Roma, gestita dalla Fondazione Sorelle della Carità. Cinque anziani ospiti della Rsa ‘Leoncini’ di Pontedera (Pisa) sono risultati positivi al tampone. E desta preoccupazione anche la situazione in Sardegna, dove il contagio avanza colpendo a macchia di leopardo. Tre finora le situazioni critiche segnalate dai sindaci: Sassari, Sanluri (Sud Sardegna) e Bitti (Nuoro).
In Val D’Aosta nella microcomunità di Verrès, 12 anziani su circa 25 ospiti e 4 dipendenti sono risultati positivi. In Alto Adige sono state 5 le vittime residenti in case di riposo. A Bari, nel centro Don Guanella, un anziano è morto e ci sono dieci contagiati, gran parte dei 50 dipendenti è in quarantena.
A Borghetto Santo Spirito, vicino a Savona, 16 dipendenti su 18 sono in malattia e il sindaco Giancarlo Canepa ha lanciato l’allarme, perchè è impossibile che soli due dipendenti gestiscano 43 pazienti.
E ancora Parma – dove nella casa madre dei padri Saveriani che ospita religiosi di ritorno da missioni in tutto il mondo sono morte ben dodici persone -, Trieste e Napoli: il bollettino sulla strage silenziosa cresce. E cresce la pressione dei sindacati, secondo i quali sono 500 mila le persone a rischio. “Si deve fare presto e gli operatori socio-sanitari devono essere dotati dei dispositivi di protezione individuale”, chiede lo Spi-Cgil. Mentre i 5Stelle in Liguria chiedono tamponi per tutti gli anziani ospiti delle case di
riposo.