Ospedale S. Agata

P.O. di Sant’Agata Covid Hospital, rischi immediati e nessuna garanzia per il futuro

Cresce la preoccupazione per la diffusione della Pandemia Coronavirus nel territorio e della conseguente riconversione del P.O. di S.Agata M.llo  in Covid Hospital. La mobilitazione generale gia’ avviata e’ punto di partenza per veder garantito il diritto alla salute della comunità nebroidea e la fruibilita’ per la popolazione della struttura stessa anche per il futuro.
Lo spirito di solidarieta’ e di umanita’ deve guidare le scelte di ciascuno in base al ruolo istituzionale o civico ricoperto, ma si auspica un agire responsabile non appena la pandemia sara’ debellata. Si aspettano garanzie che il P.O. di Sant’Agata M.llo, tornera’ a svolgere la sua funzione di riferimento sanitario del comprensiorio. Infatti domani, su iniziativa dei consiglieri Gazia, Liotta, Mangano e Scafidi, componenti della commissione consiliare permanente “Sanità e Politiche Sociali” e successiva condivisione dei colleghi paladini, la richiamata problematica sarà dibattuta in consiglio comunale in seduta straordinaria.

Nota integrale: “In piena emergenza sanitaria, la più dilagante e globale dal dopo guerra ad oggi, le Istituzioni sono costrette ad analizzare e contemperare velocemente gli interessi prioritari della comunità per raggiungere gli obiettivi in un’ottica di massima prospettiva. L’urgenza e la preoccupazione dell’imminente esplosione della pandemia da Codiv-19 nel comprensorio nebroideo è come l’avviamento di un ingranaggio che può condurre alla risoluzione dei problemi oppure alla loro deflagrazione, se all’accensione tutto il sistema saltasse. In ballo, proprio in mezzo ad una “lotta contro il tempo”, si trova la struttura ospedaliera di Sant’Agata M.llo che improvvisamente sale agli onori della cronaca perchè indicata come un possibile Covid Hospital. Da anni cittadini ed amministrazioni locali manifestano per non veder depotenziato il nosocomio sulla spinta di ragioni di ottimizzazione delle risorse sanitarie regionali. All’improvviso, come alla classe medica ed a tutta la Sanita’ vengono riconosciuti meriti e sono osannati per lo spirito di abnegazione mostrato nella lotta contro il coronavirus, cosi’ anche l’ospedale dei Nebrodi diventa la struttura -tutto d’un tratto- , più consona della zona per diventare punto di convergenza dei possibili contagiati. Le criticità strutturali dei locali e delle attrezzature dell’ospedale in termini di sicurezza sono state evidenziate già da 18 sindaci dei comuni che fruiscono della struttura, pertanto è tangibile l’impossibilità di adeguarlo in così breve tempo a Covid Hospital.
Infatti, bisognerà valutare l’idoneità dei locali, dotarlo di posti di terapia intensiva o sub intensiva, e non un semplice “albergo-sanitario”, per fornire la dovuta assistenza ai pazienti.

Infine, altra preoccupazione è che la delocalizzazione, ancorché temporanea degli attuali reparti, possa trasformarsi in un preludio ad un’ennesima ed inaccettabile depauperazione del nostro ospedale. Su ciò dobbiamo necessariamente avere le garanzie che l’ospedale di tutti noi, alla fine dell’emergenza, tornerà più dotato e meglio strutturato di prima.
Significherebbe fornire all’ospedale quelle strutture, ad esempio l’attivazione della terapia intensiva e la riapertura del punto nascita, che da tempo vengono giustamente reclamate dalla nostra gente per un ospedale riconosciuto come centrale e strategico per questa fascia così vasta di territorio siciliano. E cio’ e’ avallato da quelle stesse ragioni che hanno spinto i politici regionali all’individuazione dell’ospedale di Sant’Agata M.llo come Covid Hospital.
Altresì non è plausibile che un territorio vasto e popoloso come quello dei Nebrodi rischi di perdere un presidio ospedaliero rispettoso delle effettive esigenze della comunità. E’ compito delle Istituzioni e dei Consiglieri comunali primi rappresentanti della nostra gente, valutare il peso che avrà la riconversione dell’ospedale sul futuro dello stesso.
Il territorio necessita di una struttura con l’operatività di reparti d’urgenza, per il trattamento ad esempio delle patologie cardiologiche e neurovascolari, mediche e chirurgiche e di un valido pronto soccorso, oltre alla conferma di quanto già previsto nel piano sanitario regionale. 
Scelte condivise oggi ed impegni certi per non avere negative sorprese domani.

I Consiglieri comunali componenti della seconda Commissione consiliare permanente ‘Sanità e politiche sociali’, Sandro Gazia, Teodolinda Liotta, Renato Carlo Mangano, Felice Scafidi.