Prudenza ed equita’ amministrativa a tutela degli uffici e dei creditori per superare l’ingiustificata discrezionalita’.

Capo d’Orlando – La dichiarazione dei Consiglieri comunali Renato Mangano e Sandro Gazia sui quali abbiamo più volte espresso la nostra opinione in maniera del tutto positiva, conferma ancora oggi che gli interessi dei cittadini finalmente sono prioritari rispetto a tutto il resto. All’esito dei lavori consiliari del corrente 27 marzo , che ha visto esitata favorevolmente la proposta di delibera  per la  formalizzazione della richiesta di Anticipazione di liquidità da inoltrare alla Cassa Depositi e Prestiti Spa, è emersa in tutta la sua drammaticità la miopia politica dell’attuale governance dell’ente locale paladino, che ha discriminato e mortificato le legittime aspettative di molti fornitori/creditori dell’ente, essendo stati tagliati fuori dall’elenco dei soggetti beneficiari dei programmati pagamenti, a cui si è contrapposta una concreta, incisiva e  lungimirante azione politica, di parte della minoranza consiliare, condensata in un articolato documento-dichiarazione  di voto, illustrata in aula, in punto di fatto e di diritto le cui argomentazioni hanno  trovato conforto nelle dichiarazioni rese in data odierna dal viceministro all’economia, Laura Castelli, che confida di operare in modo chirurgico a beneficio delle asfittiche casse degli enti locali e per dare una boccata di ossigeno ai tanti cittadini in difficoltà, prevedendo, tra l’altro un più flessibile ricorso allo strumento finanziario dell’anticipazione di liquidità, con la previsione dell’azzeramento degli interessi ed un più ampio arco temporale per il rimborso alla CDP.
Oltre a tale aspetto, inoltre, pare di cogliere nelle parole della nota la volonta’ di mettere in guardia da una parte l’amministrazione comunale a non creare figli e figliastri e dall’altra e’ un mettere in guardia i responsabili della macchina finanziaria di essere accorti nella gestione di un settore che, in passato non sempre ha brillato per trasparenza.
Il tempo, l’unico indiscusso galantuomo, stabilirà chi ha sbagliato oppure chi aveva visto giusto. Di seguito la dichiarazioni riportata integralmente per consentire a tutti di cogliere l’articolato intervento ed i contenuti sviluppati.

“Sig. Presidente, Sig. Sindaco e colleghi consiglieri,
oggi, come non mai, l’emergenza sanitaria del “coronavirus” che sta stravolgendo drammaticamente la vita quotidiana degli umani ad ogni latitudine del pianeta, ci impone di conformare il nostro agire nell’assoluto rispetto dell’etica sociale, intesa come l’insieme delle norme e dei valori che regolano il comportamento dell’uomo in relazione agli altri.
Fatta questa doverosa quanto utile premessa per introdurre l’esame del punto posto all’ordine del giorno, “Anticipazione di liquidità per il pagamento dei debiti al 31 dicembre 2019 legge 27 dicembre 2019, n. 160 (legge di bilancio 2020) su proposta del Sindaco”, non posso esimermi dallo stigmatizzare il preoccupante quanto superficiale modus operandi dell’amministrazione Ingrillì, in considerazione dell’arbitrario e ingiustificabile incompleto elenco dei legittimi creditori dell’ente locale paladino, discriminante nei confronti della platea dei fornitori che vantano altrettanti crediti, certi, liquidi ed esigibili risalenti, anche, ad epoca antecedente all’introduzione obbligatoria della fatturazione elettronica, vale a dire a far data 1° luglio 2014.
Orbene, sig. Presidente e colleghi consiglieri, è giunto il momento che alle parole si facciano seguire i fatti e questa è l’occasione in cui la tanto sbandierata solidarietà può trovare concreta attuazione facendo si che non ci siano figli e figliastri, inserendo nel richiamato elenco tutti i fornitori che vantano legittimi crediti e nel rispetto dell’ordine cronologico, seguendo la successione temporale dell’obbligazione giuridicamente perfezionata, per effetto della quale è determinata la somma da pagare, determinato il soggetto creditore, indicata la ragione e la relativa scadenza e viene costituito il vincolo sulle previsioni di bilancio, nell’ambito della disponibilità finanziaria accertata ai sensi dell’articolo 151 TUEL.
Tutto ciò premesso, al fine di confutare il minimo dubbio, ritengo utile richiamare, in sintesi, la normativa che regola la materia, segnatamente in ordine alla Piattaforma dei Crediti Commerciali, sistema PCC, che nasce nel 2012 e che a partire dal 1° luglio 2014 ha assunto la funzione di piattaforma per il monitoraggio dei debiti commerciali della P.A., come appresto a rappresentare: – tutte le fatture elettroniche (che sono trasmesse tramite il sistema di interscambio , SDI) sono automaticamente acquisite dal sistema PCC (Piattaforma dei Crediti Commerciali), mentre i documenti equivalenti a fattura, come le note emesse da soggetti non titolari di partita IVA (che non transitano per lo SDI – Sistema di Interscambio), e le fatture emesse prima del 1° luglio 2014 devono essere comunicate alle P.A; – Le P.A. hanno l’obbligo di tracciare sulla piattaforma le operazioni di contabilizzazione e pagamento e di comunicare la scadenza di ciascuna fattura. E’ di solare evidenza come tale sistema di monitoraggio sia a beneficio: dei creditori, che hanno la possibilità di verificare on-line lo stato di avanzamento dei crediti vantati verso ciascun debitore; della P.A., che ha la possibilità di controllare in tempo reale lo stato dei propri debiti distinto per scadenza e per creditore, con livello di dettaglio fino alla singola fattura; del MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze), che ha la possibilità di monitorare in modo continuo la formazione e l’estinzione dei debiti commerciali di tutte le P.A.. A tal uopo giova richiamare l’articolo 7, comma 4 bis del decreto legge 35/2013, introdotto dalla legge di conversione n. 64/2013, che prevede di effettuare una comunicazione annuale, entro il 30 aprile dell’anno successivo, attraverso il sistema PCC (Piattaforma dei Crediti Commerciali), relativa ai debiti commerciali non ancora estinti maturati al 31 dicembre dell’anno precedente. In aggiunta a quanto sopra le amministrazioni pubbliche sono state onerate dell’adempimento che consiste nella comunicazione tramite PCC (Piattaforma dei Crediti Commerciali), a decorrere dal 1° luglio 2014, delle informazioni inerenti alla ricezione e alla rilevazione sui propri sistemi contabili delle fatture o richieste equivalenti di pagamento, nonchè le informazioni sulle fatture o richieste equivalenti di pagamento relative al primo semestre 2014, da trasmettere in modalità aggregata. Tutto ciò assume particolare valenza in considerazione del fatto che le informazioni sui pagamenti effettuati, comunicati in PCC (Piattaforma dei Crediti Commerciali), sono di fondamentale importanza per la verifica della tempestività dei pagamenti e sono utilizzabili dalle stesse amministrazioni per il calcolo dei relativi indicatori previsti dalla legge. Per quanto ci occupa, non meno significativo è il tenore dell’art. 27, comma 2 e dell’art. 37, comma 1, del decreto legge n. 66/2014, che prevedono per le pubbliche amministrazioni, incluso l’ente locale comune, l’obbligo di certificare i crediti scaduti o di comunicare il diniego motivato entro 30 giorni dalla richiesta del creditore. Ed ancora, la Circolare n.1299/2020 (Enti Locali), riguardo alla fase istruttoria della domanda di Anticipazioni di Liquidità, dispone che l’importo richiesto sarà utilizzato per il rimborso dei debiti, certi, liquidi ed esigibili, maturati alla data del 31 dicembre 2019, relativi a somministrazioni , forniture, appalti e a obbligazioni per prestazioni professionali, previamente registrati nella Piattaforma dei Crediti Commerciali, adempimento quest’ultimo che incombe in capo al dirigente responsabile del servizio, la cui eventuale inosservanza comporta l’applicazione di sanzione pecuniaria commisurata per ogni giorno di ritardo nella comunicazione, nonché gravi responsabilità in termini di performance individuale che si spinge fino alla revoca dell’incarico dirigenziale.
Posto quanto sopra, Sig. Presidente, Sig. Sindaco, componenti della Giunta comunale e colleghi consiglieri atteso che l’importo da richiedere alla Cassa Depositi e Prestiti SPA, per soddisfare i fornitori creditori dell’Ente Locale de quo, non può superare il limite di tre dodicesimi delle entrate accertate nell’anno 2018, afferenti ai primi tre titoli di entrata del bilancio; – considerata la grave crisi sanitaria in essere con drammatiche ripercussioni in termini economici e finanziari sulla popolazione attiva e non solo, ritengo auspicabile e opportuno il totale utilizzo dell’Anticipazione di Liquidità fino a concorrenza del limite massimo consentito dalla vigente normativa e ciò al fine di soddisfare, questo è il mio auspicio, tutti i fornitori-creditori dell’Ente, nell’assoluto rispetto dei principi di accessibilità, uniformità di trattamento, predeterminazione e non discriminazione che connotano la gestione della res publica.
Sig. Presidente e colleghi consiglieri, per tutto quanto argomentato e dedotto, coerentemente con i richiamati principi di solidarietà ed eguaglianza, intesi in forma non astratta, ma come affermato dalla Corte Costituzionale nel 1992 sono “tra i valori fondanti dell’ordinamento giuridico, tanto da essere solennemente riconosciuti e garantiti, insieme ai diritti inviolabili dell’uomo, dagli artt. 2 e 3 della Carta Costituzionale come base della convivenza sociale normativamente prefigurata dal costituente”, mi rivolgo a tutte le componenti di questa assise, con spirito propositivo e collaborativo, per fare sì che l’Amministrazione attiva e il Consiglio Comunale nella sua interezza assumano l’impegno ad implementare la presente proposta di deliberazione con l’inserimento nell’elenco da inoltrare alla Cassa Depositi e Prestiti SPA, entro il prossimo 30 aprile, degli esclusi fornitori/creditori aventi titolo, parimenti a quelli già riportati. Pertanto, nel confidare nel senso di responsabilità dei consiglieri tutti, esprimiamo voto di ASTENSIONE”.