Undici morti a Messina e Barcellona PG.

I contagi crescono ancora. Ma a un ritmo più lento rispetto ai giorni precedenti. Il bilancio fornito ieri dalla Regione siciliana sull’emergenza Coronavirus nell’Isola offre uno spiraglio positivo di lettura. Anche perché sono stati eseguiti un numero maggiore di tamponi rispetto ai giorni precedenti. Ci sono più laboratori al lavoro e questo ieri ha anche fatto slittare di qualche ora la diramazione del bollettino.

Dall’assessorato regionale alla Salute confermano che il dato va letto in chiave positiva. Stessa cosa per il numero dei ricoverati, specie quelli in terapia intensiva, che crescono di poche unità. Ciò significa al momento potere garantire a tutti l’assistenza necessaria.

Il bollettino di oggi sarà importante per capire se la curva dei contagi ha imboccato una strada che fa ben sperare. Dei tamponi eseguiti ieri ne sono risultati positivi 1.260, mentre, attualmente, sono ancora contagiate 1.168 persone: 96 in più rispetto all’altro ieri. Giovedì, invece, ne erano stati registrati 170 in più rispetto al giorno precedente. Sale anche il numero dei decessi: sono 39 complessivamente, sei nelle ultime 24 ore.

Preoccupano soprattutto i casi Messina, dove ci sono undici morti compresi due anziani trasferiti a Barcellona dalla RSA infettata da uno sciatore in vacanza a Madonna di Campiglio, Villafrati, Troina. Tre città, con un minimo comune denominatore: il Coronavirus che si manifesta con prepotenza tra gli anziani. Possibili focolai da contenere. A Messina sono una trentina gli anziani ospiti della casa di riposo ‘Come d’incanto’. Per tutti è stato disposto il trasferimento in ospedale e sette sono morti nelle ultime ore.

All’Oasi Maria Santissima di Troina, in provincia di Enna, le persone contagiate sono 70, dei quali 45 pazienti e 25 dipendenti della struttura sanitaria e la Regione ha inviato i propri esperti. Quella della struttura nell’Ennese che ospita pazienti, anziani e non, in condizioni di disabilità fisica e disagio psichico è la situazione che preoccupa di più. Ecco perché è stata inviata la sanità militare. Il sindaco Fabio Venezia ha chiesto al presidente della Regione Nello Musumeci di dichiarare anche Troina “Zona rossa” come Villafrati, Agira e Salemi. E anche diversi sindaci del Messinese chiedono la stessa cosa per la città dello Stretto.

Nel frattempo l’allarme povertà avanza. Lo dimostra un dato registrato a Palermo. Sono oltre mille e 800 le famiglie che in soli tre giorni hanno chiesto di accedere all’assistenza alimentare che il Comune sta organizzando con la Caritas, il Banco alimentare e il Banco delle opere di carità. La situazione comincia a farsi pesante dal punto di vista della tenuta sociale. Soprattutto chi vive di lavori saltuari e precari è in gravissime difficoltà. Ma tutta l’economia delle città, Palermo come le altre, è in ginocchi