L’Italia non arriva a produrre mascherine per il fabbisogno, si sviluppa l’iniziativa privata

E’ ormai incontrovertibile. La tragedia del coronavirus ha messo a nudo i grossi limiti della sanità non soltanto quella siciliana, era un fatto amaramente scontato bensì nazionale. Ma dalle difficoltà viene fuori la parte migliore dell’uomo ed è così che in alcuni paesi ci si è messi di buzzo buono e le lacune vengono arginati.

A Galati Mamertino, piccolo comuene dei Monti Nebrodi, Carlo Vicario, amministratore comunale ha avviato la produzione di mascherine da distribuire gratuitamente ai suoi concittadini. L’azienda del luogo “ Trovato Confezioni” ha messo a disposizione la struttura e il personale che, a titolo di volontariato, procede alla produzione “no stop” di dispositivi di protezione e contenimento del Covid 19.

Le mascherine realizzate in doppio strato di cotone, misto lino e tessuto TNT, sono lavabili, igienizzabili e quindi posso essere riutilizzate. L’obiettivo minimo per gli amministratori del comune dalla virtuosa iniziativa è attribuire almeno una mascherina per abitante.

A Capo d’Orlando, tanto per rimanere nel Messinese, il comune ha acquistato attingendo ad un fondo pubblico di donazioni, igienizzanti, mascherine , guanti e generi di prima necessità per le persone in difficoltà, che saranno distribuiti dai volontari della Protezione Civile. L’associazione Alcara Tour insieme all’Agricol Service Menta, dona agli abitanti del piccolo centro montano, delle mascherine in TNT Geotex 200, realizzate con teli sintetici che normalmente si usano per proteggere le piante dal freddo.

Si moltiplicano quindi le azioni di solidarietà a partire proprio dalla provincia, dimostrando, se c’è ne fosse bisogno, che gli egoismi possono scemare nella prospettiva di un bene comune, uniti si può e si deve vincere la guerra al Coronavirus.