A 91 anni dimessa dall’ospedale dopo aver sconfitto il virus

La signora C. probabilmente non lo sa ma uscendo dall’ospedale di Partinico è diventata l’immagine della vittoria della vita sul Coronavirus. La dimostrazione plastica che gli anziani infettati dal virus non sono spacciati a priori e che anche le comunità più colpite possono superare la fase critica.
La signora C. non è una paziente come tutti gli altri. Con i suoi 91 anni è il simbolo di una generazione che non si arrende. Che ha superato la guerra mondiale e la dura fase della ricostruzione dell’Italia. E anche per questo motivo su di lei poggia la speranza che la Sicilia possa vincere la sua guerra al virus e affrontare al più presto la fase della ricostruzione.
Che vita, questa donna che ha scalato il Novecento e il primo ventennio del nuovo millennio. Era tornata a Ciminna dopo aver vissuto negli Stati Uniti. Qui, nel cuore della Sicilia, aveva deciso di godersi la pensione. Poi era finita, in tempi più recenti, nella casa di riposo di Villafrati. Proprio quella diventata in questi giorni il focolaio del contagio, con i suoi 72 anziani infettati e troppi morti. E lei, appunto, è anche la prima ad essere stata dichiarata clinicamente guarita.
E in pochi ci avrebbero scommesso: “Quando è arrivata – racconta Enzo Provenzano, direttore medico del Covid Hospital creato a Partinico – aveva anche una grave insufficienza renale che si aggiungeva alla ipertensione cronica”. Sono due dei problemi “collaterali” che possono far risultare il Coronavirus fatale. Invece la signora C. ha superato tutto, senza neanche ricorrere alla terapia intensiva: “Date le sue condizioni – aggiunge Provenzano – i parenti erano stati avvertiti che poteva accadere il peggio”.
A Ciminna una intera comunità fatta da poche migliaia di abitanti in provincia di Palermo, aveva trattenuto il fiato da quel 26 marzo in cui era avvenuto il ricovero. E invece oggi dopo gli antivirali e un po’ di cortisone C. F è stata dimessa, insieme ad altri 4 pazienti che dimostrano che il Coronavirus è un nemico battibile a ogni età e malgrado enormi difficoltà: “I pazienti più fragili sono quelli che hanno pure il diabete – commenta Provenzano che normalmente dirige il centro di riferimento per la cura del diabete – ma anche di fronte a questo ulteriore problema non bisogna demoralizzarsi”.
I cinque pazienti dimessi dall’ospedale di Partinico, divenuto la prima trincea della guerra al virus, sono un messaggio di speranza per tutti. Anche S. T., 36 anni, da oggi torna a casa. Quando è stato ricoverato ha detto ai medici che ce l’avrebbe fatta per la sua famiglia, all’uscita dall’ospedale sorrideva e ha annunciato di voler tornare… per offrire il caffè ai medici.
Storie di chi ce l’ha fatta. E ora prova a essere d’esempio. C’è chi promette di raccontare che farsi curare in tempo è la mossa decisiva. “In effetti – precisa Provenzano – la cure tempestive sono l’arma decisiva.
A questa malattia non bisogna lasciare il tempo di aggredire. Se ci si riesce, poi gli strumenti per guarire ci sono e funzionano. Non a caso un paziente che stiamo dimettendo mi ha detto di aver capito che aver avvertito i medici gli ha permesso anche di salvare la sua famiglia, che ha evitato il contagio”.
Storie di quotidiana sopravvivenza, che in giorni bui sono un raggio di luce. Anche per i medici in corsia. Abituati a tutto “ma non a vedere la gente morire da sola”. E’ quella la sofferenza maggiore, raccontano a Partinico. Perché le regole in vigore e il timore della gente di essere contagiata costringono a isolare chi sta lottando, che spesso non riesce più a vedere i propri cari. “C’è chi ci ha chiesto anche la foto del padre morto” dice con un filo di voce Provenzano ammettendo che “sì, la solitudine e la paura sono due effetti collaterali del Coronavirus”.
Ma queste sono altre storie. Oggi invece è il giorno del ritorno alla vita di chi è guarito. Una notizia che ha suscitato il plauso ai medici da parte della manager dell’Asp di Palermo, Daniela Faraoni. Da questo si riparte per non abbassare la guardia. In fondo, se tutto andrà bene e non ci saranno complicazioni, le prossime due dimissioni dall’ospedale di Partinico sono già previste per mercoledì.