Coronavirus, a Milano pronto l’ospedale realizzato in 10 giorni.

Quando alcune settimane fa, tutti leggemmo che in Cina stavano costruendo un ospedale in appena 10 giorni, tutti rimanemmo a bocca aperta ma la cosa, ad onor del vero, ci fece piacere pur rimanendo meravigliati dalla capacità lavorativa di un popolo, i cinesi, che dal coronavirus in avanti dovremmo amare di più.

Ebbene, a Milano, la città più internazionale d’Italia, le cronache raccontano che i milanesi hanno fatto in “10 giorni quello che in maniera ordinaria si fa in qualche anno”. Lo ha detto questa mattina in conferenza stampa alla Fiera Mico di Milano, il presidente della Fondazione Fiera, Enrico Pazzali, presentando l’apertura dell’ospedale realizzato nel polo fieristico, che riceverà i pazienti malati di Coronavirus a partire dalla fine di questa settimana.

Per favore, togliamoci in cappello, poichè una cosa del genere per noi del Mezzogiorno d’Italia, è semplicemente da declinare alla lista fantapolitica. Invece, è tutto vero!

L’ospedale alla Fiera, che avrà tra i 150 e i 170 posti letto di terapia intensiva, sarà gestito dall’ospedale Policlinico di Milano, che si occuperà anche del reclutamento del personale: 500 medici e circa mille infermieri quelli necessari a gestire la struttura. L’ospedale al Portello (allestito al padiglione 1 e 2) è, come ha detto il governatore della Lombardia Fontana, “una grande opera che solo l’ingegno e la concretezza lombarda potevano realizzare in così poco tempo”.

“E’ stato molto più duro e rognoso di quanto ci aspettassimo, un lavoro impastato di fatica, fatto senza dormire e nell’ansia di fare il nostro lavoro nel più breve tempo possibile”, ha proseguito. “E’ una struttura che ci permette di stare tranquilli perchè l’ospedale Policlino è una garanzia”, ha aggiunto ancora Pazzali, riferendosi alla direzione sanitaria curata dall’ospedale milanese.

“Siamo qui per prendere atto di un risultato ma non per gioirne. Non siamo contenti di aver fatto un buon lavoro, è una cosa che non avrei mai voluto fare”, ha considerato. “Siamo di fronte – ha concluso il presidente della Fondazione Fiera – ad una situazione drammatica, abbiamo fatto il meglio che si poteva fare in 10 giorni con impegno e passione. Facciamo fatica a sorridere: Milano e la Lombardia stanno facendo una battaglia incredibile, e con questo ospedale abbiamo cercato di fare qualcosa di aiuto a questa battaglia”.

“Abbiamo fatto una promessa e l’abbiamo mantenuta”, ha scritto Guido Bertolaso in un messaggio letto alla presentazione dell’ospedale Fiera Milano. Un ospedale “specialistico”, ha scritto, che potrà essere “replicato a livello nazionale e internazionale”. E ancora: “Fiero di essere italiano, quando il Paese chiama io rispondo”.

Bertolaso, che nei giorni scorsi è stato ricoverato per Coronavirus, ha scritto nel messaggio, letto da un suo delegato, che quello a Fiera Milano non è un “un ospedale da campo, non è un lazzaretto”, ma una struttura specialistica che mette al centro “la figura del paziente” grave colpito da Covid 19.

Sono stati oltre 1200 i donatori che hanno contribuito alla costruzione dell’ospedale in Fiera Milano. Lo ha detto il presidente della Fondazione Fiera Enrico Pazzali, ringraziando “la signora che ha dato 100 euro e chi ha dato 10 milioni”. E’ grazie a loro che “abbiamo raccolto 21 milioni di euro” con cui è stato realizzata la struttura mostrata oggi alla stampa e in diretta video su Facebook.

Non posso non commuovermi di fronte ad una realizzazione del genere. Ho sempre amato la città di Milano che, nel corso degli anni, me ne ha regalato 4 meravigliosi, i più belli e positivi della mia vita. Oggi, provo un amore incondizionatamente sconfinato.