De Luca respinge i ringraziamenti della famiglia Sparacio

«Non voglio essere ringraziato dalla famiglia Sparacio per una vicenda che ho appreso dalla stampa e che ho avuto modo di approfondire con l’ufficio di gabinetto del questore di Messina con particolari che non posso svelare». A dirlo il sindaco di Messina Cateno De Luca, in merito ai ringraziamenti della famiglia Sparacio al primo cittadino per aver spiegato che qualche giorno fa dopo la morte morte di Rosario Sparacio, fratello dell’ex boss Luigi poi collaboratore di giustizia, «non c’è stato alcun funerale, al momento vietato, ma un mero trasporto della salma per poche centinaia di metri, al quale si sono uniti, in modo estemporaneo, alcuni familiari del defunto».

Le immagini del corteo funebre hanno fatto il giro del Paese, diffuse da tanti organi di informazione e la circostanza era stata ripresa e condannata da diversi esponenti politici, dall’on. Giulia Grillo (M5s) che aveva parlato di «criminalità organizzata privilegiata anche in periodo di lockdown» al Presidente della Commissione Regionale Antimafia Claudio Fava che aveva stigmatizzato il silenzio di De Luca sulla vicenda fino all’eurodeputato Ignazio Corrao.

«Sono stato sempre lontano dagli ambienti mafiosi – dice oggi con rabbia De Luca – e ho sempre combattuto ogni forma di mafia. Se avessi avuto contezza di questa vicenda avrei agito prontamente come sono solito fare. La mafia mi ha sempre fatto schifo come ogni qualsiasi forma di sopruso. Non intendo alimentare gli ipocriti professionisti della finta antimafia. La mafia si combatte con la buona e sana amministrazione e non con certi blasonati convegni o comunicati stampa utili a lavarsi la coscienza del non aver mai fatto nulla di concreto per sconfiggere il malaffare. La città di Messina non merita di subire queste umiliazioni, soprattutto dopo aver dimostrato di essere stata compatta nel rispetto delle regole»