Rubrica. DONNE MEMORABILI – 8 marzo per l’odonomastica al femminile

A completamento della rubrica presentiamo le 5 targhe esposte con i nomi arcinoti delle “donne vittime di mafia” proposti dall’associazione “Mai più sole…”, nomi di donne coraggiose, note nella storia della lotta alla mafia, affiancate al destino dei giudici e succubi della ferocia mafiosa: Emanuela Setti Carraro, Francesca Morvillo, Rita Atria, Emanuela Loi, Graziella Campagna.
Si conclude così questa rubrica, composta da ciascuna delle nove associazioni che hanno partecipato alla ricorrenza dell’8 marzo 2020 a Capo d’Orlando con la proposta autonoma dei nomi di 5 donne memorabili per le intitolazioni al femminile delle vie cittadine, alla ricerca pervasiva dell’uguaglianza di genere e delle pari opportunità costituzionali. L’emergenza pandemica che ha colpito tutti non ha permesso, forse ha rimandato, le iniziative concomitanti e, come era previsto, la presentazione ufficiale delle richieste di intitolazioni, con biografie e motivazioni in luoghi indicati come possibili, presso il sindaco e l’amministrazione comunale.
Nel frangente sanitario attuale abbiamo riflettuto sulla nostra storia di donne le quali, in un percorso di emancipazione in nome dell’uguaglianza, hanno posto come obiettivo quello di rendere materno lo Stato attraverso una rete di servizi sociali, tra cui la scuola pubblica gratuita per tutti, gli asili nido, i consultori, le case popolari. In Italia dal ‘978 usufruiamo, grazie alla Presidente della Camera Nilde Iotti per il diritto di famiglia e alla partigiana/ministra della sanità e del lavoro Tina Anselmi, del servizio sanitario nazionale a cui oggi dobbiamo molto, nonostante i tagli, le privatizzazioni, le ruberie, i ritardi che oggi per merito del coronavirus appaiono in tutta la loro deludente evidenza.
Avere cura, prendersi cura, praticare la solidarietà sociale sono alcuni dei valori che la storia delle donne ci consegna come cuore pulsante della società e non ancora degnamente riconosciuto dalla politica.
La Rubrica è stata curata da Franca Sinagra Brisca.