palazzo satellite

Perchè Capo d’Orlando rischia di finire a gambe all’aria?

Sarà un articolo quello che vi apprestate a leggere, carico d’interrogativi. Di domande ce ne poniamo tante e le risposte ce la daranno i mesi avvenire. Il nostro compito si limiterà a riproporre quanto accaduto nel mondo politico orlandino, soprattutto nelle ultime settimane. Potremmo partire dalle vicende avvenute nel corso del consiglio comunale di fine 2019, prima dell’insediamento della terza Giunta Ingrillì, ma poichè dobbiamo concentrarci sull’attualità dei fatti politici, sarà utile aver presente la composizione del consiglio comunale e della giunta insediati nel presente. Nello sfondo di ogni accadimento c’é la pandemia da coronavirus, entrata nelle vite degli italiani nel mese di marzo, unita all’incognita sulla sua conclusione.
Chi ha seguito le pagine della nostra testata gionalistica online, ha potuto seguire un incalzante dibattito prendere il via da interventi istituzionali, riflessioni del sottoscritto e considerazioni di cittadini/lettori.
L’interesse manifestato dai cittadini, ci riferiamo per fare un esempio, all’avv. Paolo D’Angelo ed al dott. Cono Russo, oppure ad imprenditori del settore turistico come Carlos Vinci e Carmelo Sonsogno, ai comunicati stampa, note, lettere, interrogazioni a firma di consiglieri comunali firmati a gruppi in ordine sparso, a due, a quattro, a cinque, a firma di assessori e del sindaco, ci ha fatti convinti che “la drammaticità dei tempi che stiamo vivendo a seguito dell’emergenza sanitaria” – di cui si legge in uno dei testi pervenutici – é stata devastante per amministratori, amministrati e rappresentanti del popolo, perché ha determinato un’accelerata di confusione nelle stanze cosiddette ‘dei Bottoni’. Ovviamente ne siamo rammaricati.
Il punto più alto di “drammaticità” si é percepito con l’appello pubblico del sindaco Ingrillì sulla situazione finanziaria dell’Ente, rivolto alle più alte cariche dello Stato e della Regione ed ai consiglieri comunali, fatto tramite missiva indirizzata al Presidente Mattarella, al Premier Conte, al Presidente Musumeci ed all’assessore regionale Bernardette Grasso. Le varie forze politiche di maggioranza e di minoranza, prima e dopo la lettera del sindaco al presidente della Repubblica, si sono sentite investite di responsabilità, e chi in un modo chi in un altro, hanno a loro volta preso carta e penna. Noi, ovviamente, non siamo stati da meno, ed anche a noi qualcuno si é sentito in dovere di rispondere. Grazie. Almeno una cosa interessante sta accadendo in questi giorni bui di coronavirus, almeno tra di noi ed attraverso il nostro giornale si é rianimato un democratico dibattito politico, che quasi era divenuto esanime negli ultimi anni.
Così, alcuni consiglieri di minoranza hanno ritenuto necessario interpellare il Collegio dei Revisori “al fine di vagliare le scelte più opportune da intraprendere per scongiurare il dissesto finanziario dell’Ente, che determinerebbe, tra l’altro, l’incremento della già insostenibile pressione fiscale”. Perchè si continua a non riscontrare le reiterate richieste dei Revisori? I quali accertato “l’esistenza di una elevata situazione debitoria” dell’ente locale paladino hanno da tempo sollecitato gli uffici finanziari. “Il Sindaco Ingrillì, dicono i solerti oppositori, in videoconferenza e senza giri di parole ha dato voce, indirettamente, al lavoro di chi dai banchi dell’opposizione aveva già ripetutamente nel corso degli anni, rappresentato ai cittadini la grave situazione economico-finanziaria del comune e contestato la gestione amministrativa”.
Il Comune di Capo d’Orlando da tempo immemore, ha sempre avuto come contabile generale il dott. Nino Colica dopo che l’inossidabile ragioniere Salvatore Minissale lasciò l’incarico che aveva ricoperto per una quarantina d’anni. Colica ha svolto il suo incarico con impegno e competenza da tutti riconosciuta. Ma in virtù di questa competenza ci siamo chiesti ma come è stato possibile che il sindaco Ingrillì ed il Comune con un pezzo da novanta a fianco, oggi parli solo di default?
E perchè solo oggi ne stiamo parlando con grande pathos e non ieri o l’altro ieri? Perchè da “Comune virtuoso”, il giorno dopo diventa “Comune fallimentare? Che cosa è successo? Il coronavirus? Non posso crederci, troppo elementare Watson. Restiamo in attesa che i Revisori dei Conti facciano chiarezza? Il preparato contabile, Nino Colica, profumatamente pagato ma mai uno sciopero, non aveva capito che la situazione stava precipitando e non ha fatto nulla per metterci un freno? Ed oggi perchè non esce dall’ombra e non viene invece a spiegarci perchè il Comune rischia il dissesto finanziario? Tanti i punti oscuri e tanti gli interrogativi di una vicenda kafkiana che prima o poi dovrà essere chiarita ai cittadini di Capo d’Orlando. I cittadini, infatti, devono avere contezza del modo in cui è stato amministrato questo paese, che non è quello che molti babbei come noi immaginavano: il paese dei balocchi.