capo d'orlando

Contratto di Costa da panacea anti-erosione a polemiche infinite

Avevamo salutato il “Contratto di Costa” come la soluzione dell’erosione delle spiagge dell’Isola ed oggi invece, a distanza di alcuni mesi, rappresenta un motivo di scontro tra la Regione Siciliana e Legambiente che richiama l’attenzione della pubblica opinione attraverso un dossier che presenterà   al ministero dell’Ambiente e alla Corte dei Conti. Obiettivo, chiedere l’annullamento dei bandi per il “contratto di costa”, il progetto di Palazzo d’Orléans per combattere l’erosione costiera nel Messinese. Opera di chi si oppone al risanamento ambientale? No, è una mossa di Legambiente, secondo la quale l’appalto da cinque milioni già partito si occupa per la maggior parte di spostare sabbia dalle spiagge verso le discariche, e non di ricostituire il litorale.

“La voce prevalente – attacca l’associazione – è il trasporto e conferimento in discarica dei materiali prelevati dal litorale (2.812.218 euro su 4.946.543 euro, cioè circa il 56,85 per cento dell’intero importo a base d’asta)”. Per gli ambientalisti, insomma, il progetto “sortirà il risultato paradossale di sottrarre volumi di sabbia alle spiagge in erosione, anziché incrementarli”.

Non è, però, l’unica anomalia secondo l’associazione. Per Legambiente ci sono anche “due progettazioni esecutive sullo stesso litorale, quello di Capo d’Orlando, lanciati a sostenere contemporaneamente una tesi (ponderata visione complessiva e generale) e il suo contrario (impellenti interventi locali avulsi dal riferimento generale)”. “Quanto emerge dal dossier – dichiara Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia – segnala una pericolosa involuzione della strategia convenuta con il Contratto di Costa, il mancato rispetto degli impegni pubblicamente assunti dal presidente della Regione e l’oggettiva affermazione di quegli interessi che orientano il settore verso la realizzazione di interventi obsoleti, giustificati da emergenze talvolta procurate da inerzia o interventi dannosi”. 

Insomma, se Legambiente Sicilia avesse ragione dire che ci troviamo di fronte ad una ennesima truffa nei confronti degli ignari cittadini, sarebbe pleonastico!