Francesco Lo Sardo

Rubrica ‘Nessuno lo dimentichi’ – Francesco LO SARDO – L’avvento del fascismo in Sicilia – a cura di F. Sinagra BRISCA

Dagli studi sull’attività parlamentare dell’On. Francesco Lo Sardo (maggio 22 – 1871/ 30 1931), la dr.ssa GIUSEPPINA TRIPICIANO ripercorre in breve lo scenario politico dell’epoca.

L’avvento del fascismo in Sicilia si colloca in una situazione nella quale la vecchia classe dirigente si era esaurita, senza che la nuova fosse matura o pronta ad assumerne le funzioni; dunque in Sicilia rimase fino al 1922 un fenomeno largamente minoritario e la violenza squadristica ebbe un’incidenza secondaria, con eccezione della Sicilia orientale, specialmente della provincia di Siracusa. Non può dirsi lo stesso per quanto accadde dopo la marcia su Roma il 28 ottobre 1922. Asceso il fascismo al potere, la partecipazione siciliana al consolidamento del regime mussoliniano fu rilevante proprio a livello politico-istituzionale, ma lo fu soprattutto in termini elettorali. Nell’ascesa del fascismo si distinguono tre periodi: il primo dalle origini alla marcia su Roma (1919-1922); il secondo dalla formazione del primo ministero Mussolini alle elezioni del 1924; Il terzo dalle elezioni alle leggi eccezionali del gennaio 1925.
Nel primo periodo si collocò tutta la fase rappresentata in quanto squadrismo violento organizzato, i fasci di combattimento sorsero nell’isola con circa un anno di ritardo rispetto al Nord. Le squadre d’azione distrussero le leghe e le cooperative socialiste, poi anche quelle popolari. Composte da giovani della media e piccola borghesia rurale e delle città vicine, comprendeva molti studenti, affiancati anche da elementi socialmente più umili e da gente del popolo; erano mescolati idealisti, figli di papà, teppisti, ex combattenti con figli e fratelli; praticavano metodi di guerra e dell’arditismo. La vita e la dignità degli altri per loro contavano poco, quando non ritenevano giusto e meritevole umiliare. In provincia di Messina la violenza squadrista si vantò di varie imprese: nel 1920 avvenne la prima aggressione alla casa di Lo Sardo e la moglie fu malmenata. Nel luglio del 1923 i fiduciari delle province siciliane presentavano a Gran Consiglio fascista una forza consistente in 70 fasci nel catanese, 32 nel siracusano, 27 nel nisseno, 22 nell’agrigentino, 18 nel trapanese, 32 già costituiti e 20 in via di costituzione nel palermitano, 123 nel messinese. Gli iscritti erano 23.031 oltre i nazionalisti, ma l’aumento dei fasci di combattimento e quello degli iscritti si accompagnarono a processi di accorpamento e di fusione nel Partito nazionale Fascista coinvolgendo intere formazioni politiche. Il fascismo incontrò gli ostacoli maggiori alla sua espansione in Sicilia, dall’ottobre 1922 all’aprile 1924, nel Partito socialista riformista e nel Partito Popolare e soprattutto nel partito socialista divenuto Partito Comunista nel Congresso di Livorno 1920.
Di fronte alle aggressioni fasciste, che il Partito Socialista non contrastava efficacemente perché la sua direzione era minata secondo lui dall’opportunismo, Francesco Lo Sardo decise di passare al più combattivo Partito comunista, allora guidato da Antonio Gramsci. I due deputati saranno arrestati illegalmente la stessa notte dell’8 novembre 1926, a Messina e a Roma.
A cura di F. Sinagra BRISCA