On. Antonello Cracolici, Assessore regionale dell’agricoltura

Pieni poteri a Musumeci per le emergenze: insorge il PD

Con la ciambella di salvataggio dei 5 grillini dissidenti ed i voti di 4 deputati di Italia Viva, l’ARS ha, probabilmente, scritto una pagina politica rivoluzionaria che soltanto la storia potrà stabilire fin dove è stato giusto e fin dove Antonello Carcolici e Giuseppe Lupo, abbiano ragione. Nello Musumeci ha ottenuto il via libera dell’Ars ad una norma che gli affida poteri speciali durante le emergenze e lo stato di crisi che lui stesso potrebbe dichiarare. Il presidente della Regione ha così la facoltà di nominare commissari e soprattutto di derogare a tutte le leggi regionali vigenti.
Antonello Cracolici e Giuseppe Lupo del Pd, com’era facile prevederlo, hanno contestato la norma che concede un potere enorme al governatore: «È una legge liberticida – ha urlato in aula Cracolici – che assegna poteri mai visti. In nome di una emergenza autodichiarata si potrà derogare a tutte le leggi.
Secondo me neanche il governo si rende conto di cosa si sta mettendo in mano». Cracolici si è spinto a prevedere che «le deroghe finiranno nel mirino della magistratura perché si scontreranno con i principi cardine della democrazia».
Ma quale domocrazia compagno Cracolici, quella della malaburocrazia e dei truffatori seriali che quotidianamente fanno il bello e il cattivo tempo ad ogni piè sospinto, bloccando lo sviluppo e gli investimenti di questa nostra martoriata terra che non riesce ad alzare la testa? Così almeno, sappiamo in modo netto è chiaro, con chi prendercela.
La norma è stata inserita in extremis su un testo che era nato per introdurre varie semplificazioni agli iter burocratici e sul quale c’era ampia convergenza. Musumeci ha poi fatto approvare in giunta il proprio testo per modificare quello su cui l’Ars era pronta a pronunciarsi. Alla fine l’intera legge è passata con 32 voti a favore e 24 contrari.
Ma oltre ai poteri speciali per Musumeci, la legge approvata snellisce la burocrazia e interviene su appalti e iniziative imprenditoriali introducendo una generalizzazione del silenzio-assenso e allargando il campo dei requisiti autocertificabili quando si chiedono autorizzazioni.