Castellamare del Golfo

Castellammare del Golfo, 13 arrestati nell’operazione antimafia “Cutrera”

Non c’è solo il Sindaco di Castellammare del Golfo, Nicola Rizzo, che si dichiara estraneo alla vicenda, tra gli indagati dell’operazione antimafia “Cutrera” di queste ore. Avvisi di garanzia sono stati notificati anche all’ex vice presidente del Consiglio comunale di Castellammare del Golfo, Francesco Foderà, scoperto nel rivolgersi al capo mafia locale dopo aver subito il furto di un suo mezzo agricolo, e all’avvocato trapanese Francesco Di Bono, ex presidente del consiglio comunale di Trapani, intercettato a discutere di vertenze da risolvere con il capo mafia di Trapani Francesco Virga che in carcere ha ricevuto la notifica di questa nuova ordinanza.
Le accuse a carico dei tredici arresti eseguiti dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Trapani, guidato dal tenente colonnello Antonio Merola, vanno dall’associazione di tipo mafioso, estorsione, furto, favoreggiamento, violazione della sorveglianza speciale e altro, tutti reati aggravati dal metodo mafioso. Nell’ordinanza era inclusa una 14esima persona ma nel frattempo è deceduta. Altre 11 persone sono state denunciate a piede libero. Eseguite inoltre decine di perquisizioni, tuttora in corso.
L’operazione ha visto impegnati oltre 200 militari dell’Arma con il supporto di unità navali, aeree e reparti specializzati come lo Squadrone Eliportato Cacciatori di Sicilia, nonché unità cinofile per la ricerca di armi. In corso anche decine di perquisizioni. Le indagini, coordinate dal Procuratore Capo Francesco Lo Voi, dal Procuratore Aggiunto Paolo Guido e dai Sostituti Procuratori Gianluca De Leo e Francesca Dessì, «hanno permesso di disarticolare la famiglia mafiosa di Castellamamre del Golfo, che nonostante i dissidi interni, vede saldamente al vertice il pregiudicato Francesco Domingo, soprannominato Tempesta, già condannato a 19 anni di carcere per associazione di tipo mafioso ed altro e ritornato in libertà nel marzo del 2015», dicono gli investigatori.
La famiglia mafiosa di Castellammare del Golfo, aggregata a quella di Alcamo dopo la prima guerra di mafia che vide la supremazia dei corleonesi, era stata ricostituita nel 1993 «e la reggenza fu affidata a Gioacchino Calabrò, successivamente, come accertato giudizialmente, proprio Domingo aveva ereditato la reggenza dal 1997 fino al 2004, continuando ad esercitare, per alcuni anni, il suo potere anche dall’interno del carcere». «La stessa sentenza con la quale venne all’epoca condannato aveva altresì accertato che Domingo aveva svolto il ruolo di tramite fra Cosa nostra e un’organizzazione criminale operante in Sardegna e ciò in quanto Giovanni Brusca e Matteo Messina Denaro avevano programmato alcuni atti ritorsivi contro le guardie carcerarie», dicono ancora gli investigatori.
I NOMI DEGLI ARRESTATI:

  1. DOMINGO Francesco, cl. 56 di Castellamare del Golfo
  2. ANGILERI Diego, cl. 37 di Marsala (domiciliari)
  3. BUCCELLATO Felice, cl. 41 di Castellamare del Golfo (domiciliari)
  4. DI STEFANO Rosario Antonino, cl. 69 di Castellammare del Golfo
  5. DOMINGO Camillo, cl. 57 di Castellamare del Golfo
  6. LA SALA Daniele, cl. 80 di Castellamare del Golfo
  7. MERCADANTE Salvatore, cl. 85 di Castellamare del Golfo
  8. MULE’ Maurizio Gaspare, cl. 66 di Castellamare del Golfo
  9. SABELLA Antonino, cl. 57 di Castellamare del Golfo
  10. STABILE Sebastiano cl. 47 di Castellamare del Golfo (domiciliari)
  11. STABILE Francesco, cl. 59 dei Castellamare del Golfo
  12. VALENTI Carlo, cl. 78 di Castellamare del Golfo
  13. VIRGA Francesco, cl. 70 di Trapani
    Il provvedimento era diretto anche nei confronti di SOTTILE Benedetto cl. 48, che però è deceduto nel
    2018.