Il Sindaco Cateno De Luca impugna il decreto del presidente Mattarella

La querelle sulla ormai celebre banca dati, con cui il Comune di Messina voleva regolare il transito sullo Stretto durante il coronavirus, si arricchisce di una nuova e inaspettata puntata. La giunta presieduta dal sindaco Cateno De Luca ha infatti deliberato l’impugnazione del decreto firmato dal presidente Sergio Mattarella che ha sancito lo stop dell’ordinanza tanto cara al primo cittadino.

De Luca lo scorso 12 giugno ha interrotto il suo “esilio” a Fiumedinisi per tornare a Palazzo Zanca. E proprio nel palazzo municipale, dopo una lunga riunione serale, è stato deciso di ricorrere legalmente contro la bocciatura dell’obbligo di registrarsi su un portale elettronico prima di salire sul traghetto. A curare il ricorso un team di avvocati, tra cui il noto Carlo Taormina che assiste il sindaco anche in altre questioni giudiziarie.

In particolare, si legge nella delibera di giunta Il giudizio di cui si propone l’instaurazione riveste particolare importanza, attenendo sia a profili di costituzionalità che si assumono violati, sia a valutazioni circa l’operato dell’Amministrazione alla quale è stata rivolta l’accusa di avere emesso un provvedimento che attentava all’unita nazionale e che risultava viziato da una serie di violazioni delle norme costituzionali per quanto attiene alla libertà di circolazione delle persone e al preteso obbligo di imporre l’identificazione dei passeggeri, sia di disposizioni nazionali con riferimento ad altri obblighi previsti nell’Ordinanza.

L’obbligo di registrazione, era già stato bocciato dal Consiglio di Stato che si era espresso dopo un’interlocuzione con il Viminale. La banca dati era stato oggetto di scontro tra De Luca e il governo. Nel mirino del primo cittadino c’è stato soprattutto il ministro degli Interni Luciana Lamorgese che lo ha poi denunciato per vilipendio della Repubblica.

Cateno De Luca, messina