Il ministro Costa blocca Musumeci sui termovalorizzatori in Sicilia

Discariche solo per “gli scarti non altrimenti valorizzabili”, ma soprattutto stop alla termovalorizzazione, alla quale devono essere preferite soluzioni alternative. Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa invita il presidente della Regione Nello Musumeci a varare un piano rifiuti senza inceneritori: l’invito arriva in una lettera anticipata dal deputato regionale e “facilitatore” del Movimento 5 Stelle per l’Ambiente Giampiero Trizzino, secondo il quale “l’importante raccomandazione che arriva da Roma mette in riga Musumeci. Si tratta di un invito chiaro ed inequivocabile a chiudere le porte ai termovalorizzatori. Indicazione, tra l’altro, più puntuale che mai, anche alla luce dei fatti che pochi giorni fa hanno acceso i riflettori su un progetto privato a Catania”.
Il riferimento, neanche troppo velato, è al progetto della Sicula Trasporti, finita al centro dell’indagine di inizio giugno su un presunto giro di mazzette. “Dire che in tema di rifiuti l’amministrazione Musumeci è stata fallimentare – afferma il parlamentare 5 stelle – è quasi un eufemismo. La riforma della governance è sparita dai radar. Né c’è traccia del piano dei rifiuti. Secondo il Codice dell’ambiente, entro e non oltre otto mesi, un piano regionale dei rifiuti deve ottenere la valutazione ambientale per poi potere essere approvato. Da quando Musumeci governa, invece, di mesi ne sono passati trenta ed ancora non c’è ombra di questo importantissimo strumento di programmazione”. Costa, in una lettera di due pagine, di fatto sollecita il piano. Indicando un punto: occorre “avviare un percorso di gestione dei rifiuti votato alla sostenibilità e allo sviluppo di soluzioni alternative alla tradizionale termovalorizzazione, meno impattanti in termini ambientali ed emissivi”. “Non solo non abbiamo notizie del piano – aggiunge il capogruppo grillino all’Ars, Giorgio Pasqua – ma non sappiamo nulla delle sorti della gestione dei rifiuti in Sicilia. Quasi tutte le province sono carenti di impianti pubblici e la raccolta differenziata ormai è diventata una barzelletta, perché, per quanto sia vero che la percentuale è aumentata, è altrettanto vero che non si sa che fine faccia, considerato che impianti per trattarla in Sicilia non ce ne sono”.
Il ministro Costa ne ha anche per Mario Michele Giarrusso, l’ex grillino che proprio oggi lo ha attaccato sulle battaglie sugli inceneritori: “contrariamente a quanto qualcuno calunniosamente va ribadendo da giorni”, annota Costa, il ministero dell’Ambiente è contro gli inceneritori, non per motivi ideologici, ma per ragioni tecniche.
“Una corretta applicazione dell’economia circolare – annota il ministro – comporta anche una drastica riduzione della quota di rifiuti smaltiti in discarica e con l’incenerimento, con un progressivo superamento di questi impianti mediante metodi tecnologicamente avanzati ed alternativi”. Che non sarebbero a quanto pare le cosiddette infiltrazioni criminali…(ndr)